Malati di cancro, preoccupazione per i tagli alla sanità.

Il 6 dicembre si conclude la discussione parlamentare sul disegno di legge di stabilità all’esame della commissione Bilancio del Senato. Il 7 dicembre alle ore 18 è stato fissato l’ultimo termine per la presentazione degli emendamenti; probabilmente il 18 dicembre saranno esaminate e votate dall’Aula le proposte di modifica.

La preoccupazione per ciò che potrebbero significare gli ulteriori tagli alla sanità, previsti dalle manovre e dai decreti di spending review, è anche per chi è ammalato di cancro, per questo è stata redatta una lettera, con un appello destinato al Presidente del Consiglio Mario Monti, al Ministro della Salute Renato Balduzzi e a tutti i Governatori delle regioni.

“No a nuovi tagli alla sanità, il rischio è quello di non poter più garantire trattamenti adeguati ai malati di cancro. Ulteriori penalizzazioni economiche rappresenterebbero una forte limitazione al diritto di cura dei cittadini.”

I medici oncologi dell’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), i chirurghi della SICO (Società Italiana di Chirurgia Oncologica, i radioterapisti) di AIRO  (Associazione Italiana Radioterapia Oncologica) e i rappresentanti dei pazienti della FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia), esprimono, con questa lettera, la loro reale preoccupazione per i malati di cancro e chiedono una riflessione più ampia al Governo, offrendo anche la loro disponibilità per il confronto e la collaborazione: “Ci impegniamo a presentare al Ministro della Salute una serie di proposte che possano essere discusse a livello regionale per ridefinire e ottimizzare l’offerta assistenziale ai malati oncologici.”

Il presidente dell’AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), Gabriele Pelissero, il 4 dicembre ha illustrato il Rapporto AIOP sull’attività ospedaliera in Italia, spiegando che, malgrado i 14 milioni di euro di tagli previsti dalle politiche di spending review, nel triennio 2012-2014, “gli sprechi non saranno colpiti ma, purtroppo, per i cittadini, le liste di attesa cresceranno vorticosamente a carico delle strutture pubbliche, le quali non vengono retribuite per prestazioni, ma per costi, con un incremento dei loro disavanzi.”

Secondo l’AIOP, la distorta applicazione della spending review, ha trasformato l’aggressione agli sprechi in tagli lineari, mettendo le regioni nella condizione obbligata di fare cassa.

Il segretario PD, Pier Luigi Bersani, ospite a Porta a Porta il 29 novembre scorso,  commenta le dichiarazioni del Premier Mario Monti sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale: “Ci può essere un’integrativa, ma anche su questo bisognerà accettare che chi ha di più accetti di dare un pochino a chi ha meno. Tanti sistemi sono abbordabili per l’integrativa, ma avendo una tracciabilità vera su chi è benestante.”

Bersani, rispondeva così alle domande di Bruno Vespa in merito alla sanità: “Il sistema universalistico parte dal presupposto che per i problemi di salute non ci deve essere né povero né ricco. Altri modelli a doppio canale costano molto di più. Sul sistema però poi arriva un’ondata di costi crescenti: l’invecchiamento, nuove tecnologie; un partito riformista deve caricarsi del tema sostenibilità.”

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), colloca l’Italia tra i primi posti al mondo per livello dei servizi offerti dal servizio sanitario nazionale, con eccellenze che differenziano alcune regioni; con la spending review tutto è messo in discussione dagli stessi operatori sanitari; aspetteremo la fine del triennio 2012-2014 per capire a che posto ci collocherà l’OMS.

Lascia un commento

undici + 2 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.