I donatori volontari di sangue, una realtà civica.

Il 23 novembre si è svolta la Cena Sociale del Gruppo Donatori Volontari di Sangue “Campi Flegrei” organizzata dalla presidente Antonella Barretta con l’ausilio di Roberto Gallone, Salvatore Del Vecchio e del presidente della Unione Associazioni Donatori Volontari di Sangue Campania signor Enzo Montanaro. La federazione campana raggruppa 5 associazioni tra le quali L’Albero rosso, P.T., CTP, Campi Flegrei e Fincantieri con un totale di 2800 donatori attivi per totali 2600 donazioni annue.

Il gruppo donatori volontari “Campi Flegrei“ fondato dal dottor Gennaro Sonatore negli anni novanta con l’appoggio dell’Ospedale San Paolo e l’aiuto di Guglielmo Cusman, Roberto Gallone, Salvatore Del Vecchio e Luciano Troiano ha al suo attivo circa 600 donazioni all’anno. Questa è stata la prima cena dopo la scomparsa del suo fondatore le cui redini sono state prese dalla moglie la signora Antonella Barretta.

Duecento gli ospiti tra donatori ed accompagnatori che hanno trascorso una serata allietata da artisti ed intrattenitori tra una portata e l’altra. Durante la serata sono stati consegnati gli “Elogi di benemerenza” ai donatori con più di 14 donazioni ed una targa è stata riservata a Luigi Riccio che in assoluto è il donatore più attivo negli ultimi anni. Il presidente Enzo Montanaro nel suo intervento ha ricordato la figura del fondatore che ha voluto fortemente la creazione del gruppo a seguito di una famosa delibera che prevedeva la soppressione dei quei gruppi con un numero inferiore alle 800 donazioni annue.

La vita è una serie di scelte e donare il sangue è una di queste. Non importa cosa o come si è giunti a questa scelta l’importante è averla fatta. Appartiene a quelle libere azioni del tutto personali e non soggette ad imposizioni. Intima eppure racchiude generosità e principio comunitario che si fondono in essa. Al di là di credo religiosi o fini pubblicitari, l’atto di donare il proprio sangue in favore degli altri è segno di amore per un prossimo a noi sconosciuto, ma che sappiamo aver bisogno di aiuto, in una fase critica della sua vita.

Manifestazioni come questa dovrebbero essere quotidiane con un numero di partecipanti dal numero esponenziale, ma ancora questo semplice atto è ancora visto in modo misterioso e complesso. Per questo si devono ringraziare i donatori e i vari gruppi di volontariato per il solo fatto di esistere perché sono la conferma che esiste ancora chi, con un solo gesto può fare la differenza di una vita, talvolta salvandola. Si spera che questo esempio di civiltà e generosità possa essere sempre più esteso nella nostra città e nel nostro paese.

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