Pillole di calcio. Inter-Napoli: 2-1

Il Napoli perde 1-2 contro l’Inter a San Siro e lascia ai nerazzurri il secondo posto. A segno Guarin e il solito Milito nel primo tempo, il solito Cavani nella ripresa. Ai punti vincerebbe il Napoli, e non di poco: gli azzurri sono superiori in possesso palla e in conclusioni verso la porta avversaria, l’Inter è superiore nelle individualità. E la partita è stata vinta dalle individualità.

FORMAZIONI. Il Napoli consueto con Gamberini al posto di Campagnaro e Insigne preferito a Pandev. Stramaccioni sceglie la difesa a tre ma non si fida di Silvestre e quindi abbassa Cambiasso centrale di difesa. In mezzo gli svizzeri-napoletani contro i sudamericani Zanetti e Gargano. Ma la superiorità in mezzo la fa saltare Guarin: il colombiano spariglia e decide la partita: un gol, un assist, una buona dose di botte con Inler e Behrami (graziato da Rizzoli che gli evita il secondo giallo), qualche tocco di classe e grinta in quantità industriale.

FASCE. Il gioco di Mazzarri punta sempre tanto sugli esterni di qui la necessità per chiunque lo affronti di presidiare le fasce: Pereira contro Maggio da un lato e Zuniga contro Nagatomo dall’altro. Ma in questa fase né Maggio né Zuniga hanno la gamba dei bei tempi ed entrambi perdono i rispettivi duelli con i dirimpettai: non che i nerazzurri abbiano fatto sfracelli, ma sono apparsi più in forma. Nagatomo ha sofferto molto di più Insinge che Zuniga.

CENTRO. Leggendo che da un lato ci sono Inler e Behrami e dall’altro Zanetti e Gargano ti aspetti che il Napoli costruisca e l’Inter morda ai polpacci. E se ci aggiungiamo che da quelle parti gira Hamsik, allora il centrocampo sembra tutto azzurro. Ma Stamaccioni sorprende Mazzarri perché Gargano e Zanetti non attaccano Inler e Behrami (lasciando Hamsik più libero di impostare), ma attaccano Inler e Hamsik. Significa che l’unico del Napoli che ha maggiore libertà di pensare e di impostare è quello più scarso di centrocampo nella costruzione del gioco, cioè Behrami. Del resto dall’inizio dell’anno non abbiamo mai visto tanti ripiegamenti di Hamsik che veniva a cercare palla più dietro del solito.

GOL. Il primo gol subito dal Napoli è la consueta disattenzione della difesa azzurra: ferma restando la pregevole assistenza di Cassano e l’ottima coordinazione di Guarin, il Napoli aveva perso le marcature. Quando il Napoli difende su corner lascia Insigne fuori area per lanciare il contropiede e per costringere due avversari a stare fuori: ieri Insigne era solo con Zanetti, di qui la superiorità dell’Inter in area. Il secondo gol, invece, rappresenta la differenza tra un Milito e Cavani: il Matador è fortissimo, segna molto di più di un attaccante come Milito, ma ha bisogno di tre o quattro occasioni e poi centra la porta. La centra anche tre volte, ma non è ancora quel giocatore che con un tiro solo assicura tre punti alla sua squadra.

SQUADRA. Il Napoli ha giocato meglio dell’Inter, ha tirato di più, molto di più verso la porta avversaria e ha avuta più possesso palla. L’Inter come squadra ha perso, e non di poco, contro il Napoli ma ha portato a casa i tre punti grazie alle sue individualità. Non è un esame fallito per il Napoli, ma è anche vero che contro Juve, Inter e Milan gli azzurri hanno fatto un solo punto. Nove in più rimangono quelli rispetto alla stessa giornata dell’anno scorso.

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