Raccolta differenziata. La città di Salerno è prima tra i comuni virtuosi. Napoli è in difficoltà. Sodano: “Le amministrazioni si sforzino di non tagliare sulle politiche ambientali.”

sodanoIl duemiladodici volge al termine e tra una notizia e l’altra, la differenziazione dei rifiuti continua a fare eco soprattutto nelle città principali della regione Campania. Per più di un anno e soprattutto Napoli, infatti,  si è ritrovata molto spesso sotto la lente di ingrandimento e la storia è stata sempre la stessa per decenni: montoni di rifiuti sui marciapiedi, strade sporche e qualche topo che, di tanto in tanto, faceva capolino tra i cassonetti della spazzatura. In occasione dell’ 8 edizione della premiazione dei Comuni Ricicloni della Campania, sono emersi dati importanti per quanto riguarda la città di Napoli e tante altre zone di confine.

Secondo alcuni dati emersi dalle numerose verifiche effettuate dagli organi di competenza, sono circa 230 i comuni che nell’arco del 2011 si sono particolarmente impegnati nella differenziazione dei rifiuti, facendo talvolta raggiungere numeri percentuali abbastanza alti. La città di Salerno, ad esempio, si è aggiudicata il gradino più alto del podio con una percentuale del 68,32%, risultando così la prima città capoluogo ad avere il più alto tasso di differenziazione dei rifiuti. Secondo e terzo posto, rispettivamente aggiudicati da Benevento (63% circa) e Avellino (54%).

Per quanto riguarda Napoli, purtroppo, nulla si può segnalare di positivo in quanto – verificando i numeri percentuali – risulta ad oggi una delle città con il tasso più basso di differenziata. La città, accostata più di una volta a beceri e raccapriccianti commenti sulla questione dei rifiuti, è ferma al 18,04%. In seguito all’ evento che si è svolto presso l’Hotel “Ramada” di Napoli, è arrivata forte e chiara la delusione del vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano. La raccolta differenziata è, infatti, ferma al palo e destinata a soli 320.000 persone e il vicesindaco Sodano non nasconde il mancato raggiungimento dell’obiettivo prefissato per il primo anno di governo della Città, ovvero introdurre per almeno 500.000 cittadini la raccolta differenziata porta a porta.

Se da un lato, il problema dei rifiuti a Napoli può essere strettamente legato ad un fattore di civiltà, dall’altro è sicuramente connesso a problemi di tipo finanziario e alla famosa idea degli impianti di compostaggio. «La città – spiega Sodano – spende ogni anno 8 milioni di euro per inviare fuori regione 40.000 tonnellate all’anno di umido. Con questa cifra si potrebbe finanziare la costruzione di un digestore anaerobico. Entro l’anno avvieremo un bando comunale per la realizzazione di un digestore nell’area di Napoli Nord.

E’ evidente, a questo punto, che la politica debba sforzarsi in maniera graduale, cercando di volta in volta una soluzione atta ad arginare il problema. Il vicesindaco, a proposito di soluzioni, termina lanciando un appello: “Anche e soprattutto in questo momento di crisi,  è importante che le amministrazioni si sforzino di non tagliare sulle politiche ambientali, nonostante la carenza di risorse.

FOTO: tratta da campaniasudweb.it

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