NapoliTime comincia il suo Viaggio nel cuore di Napoli. Piazza del Gesù.

Napoli_Piazza_del_Gesù_NuovoPrimi giorni di dicembre, calcinacci precipitano in Piazza del Gesù. Al centro resiste la meravigliosa guglia dedicata alla Madonna. Tutto intorno, la piazza si riempie di gruppi di persone che fluiscono verso la fontanella a bere e riempire bottigline di plastica, altri a bere nel palmo della propria mano, in alto il cielo è sempre più azzurro ma nessun gabbiano questa mattina ha osato addentrarsi fin qui, almeno per ora.

Due grossi pullman dalle fiancate lucide e colorate sostano e si svuotano; un centinaio di turisti, moltissime donne si raggruppano in silenzio sorridenti. Sono loro, i turisti che si agitano e indicano in tanti col dito puntato in alto una parte dell’antica e austera facciata della Basilica che svetta in cielo pungolosa, misteriosa e grigia. Qualcosa precipita a terra, ma non sono le rondini che un tempo planavano a terra per poi schizzare armoniosamente in alto: sono pezzi di bugnato, con tonfo sordo si frantumano a terra.

Poco dopo, ecco accorrere Vigili del fuoco e l’intero spazio interessato dalla rovina è isolato dal resto della piazza; la folla dei curiosi è allontanata con enormi separatori in plastica rossa sostenuti da nastri a strisce rosse e bianche per impedire eventuali quanto inutili avvicinamenti.

Nascono discussioni: “L’avevo detto; “Bisogna fare subito un’indagine conoscitiva”; “Troppo vecchiume: non è meglio fare case per i disoccupati?” dà in escandescenze un settantenne, che rientra immediatamente nel suo ruolo di persona d’età, silenziosa, assorta, curva e quindi invisibile. Forse, viene da pensare, avrà con sé in casa figli, nuore, nipoti, e ci staranno un po’ stretti. Non sono prese in considerazione le parole del vecchio, nemmeno da una giornalista dai capelli biondi a caschetto, sottili sottili, col pancione della dolce attesa. La giovane donna fotografa la parete che vien giù, guarda l’orario –  10,30 – apre un libriccino nero e annota; si guarda intorno, forse non trova ciò che cerca e si avvicina a qualcuno dei presenti per chiedere: “Lei era qui, ha visto cadere le pietre? Ha avuto paura? I vigili, i pompieri son venuti subito?”

In un attimo la giornalista è circondata da tante voci e non le resta altro che ascoltare e scegliere cosa scrivere; tanta abbondanza di parole non è cosa di tutti i giorni. Un altro anziano, a un certo punto, che indossa camicia e cravatta a differenza degli altri abbigliamenti ‘casual’, convinto di fare cosa gradita indica alla giornalista la targa: “Legga, legga”, consiglia con modi gentili; “siamo dentro un tesoro”, e aggiunge: “Il Gesù Nuovo, come certamente saprà, è una meravigliosa struttura, un tempio, un centro spirituale, forse il preferito dei Napoletani, più del Duomo”. Così narrando, il distinto signore anziano con baffi sottili e curati si fa seguire dalla giornalista, e mostrandole una targa in marmo, in alto “Vede? – commenta – Lì è scritta la motivazione con la quale il Bureau du Patrimoine Mondial de l’Unesco ha deciso all’unanimità l’entrata del Centro Storico di Napoli, tutto, tutto intero” sottolinea l’anziano, “nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità”.

Lascia un commento

16 − dodici =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.