La Posta di PassionTime: ricordi di amori adolescenziali che riaffiorano.

art passion timeEra dai tempi della scuola che lo volevo. Era molto più grande di me, veniva a scuola con l’auto quando io ero ancora lontana dai 18 anni. Era bello, tanto bello; io ero piccola, bruttina e dubito altamente che fosse a conoscenza della mia esistenza. Gli amori adolescenziali, quelli da batticuore, quelli che nascono e muoiono nella tua mente, senza divenire realtà.

Siamo poi cresciuti entrambi, lui chissà dove, io sempre qui. Ho avuti altri uomini, amori, esperienze, anni che volano e che pongono fine all’adolescenza, due lauree, un lavoro, una carriera brillante in corso. Quindici anni di vita che passano, finché un giorno il passato tornò a bussare alla mia porta.

Ero in un locale, una sera come tante, mentre ero in procinto di entrare incrociai lo sguardo di un ragazzo e sentii scattare qualcosa. Proprio come nei film, in un locale gremito di gente, dopo anni ed anni lo rividi, sempre bello, sempre così uomo ed io finalmente così donna. Lui mi guardava con insistenza, io ricambiavo, il tutto durò qualche istante per poi svanire, ah l’evanescenza dell’alchimia.

Lui andò via, io entrai nel locale, in sottofondo c’era una vecchia canzone che cantava “una sera incontrò un ragazzo gentile, lui quella sera era un lampo e guardarlo era quasi uno shock”, sarebbe stata la mia canzone, ne ero certa. Il giorno dopo avevo già dimenticato tutto, era stata la magia di un attimo, tutto qui, ma così non fu.

Trovai la sua richiesta di amicizia sul social network ed un sorriso mi si stampò sul volto. Con una scusa iniziammo a scambiarci email, lui desiderava la “me” che sono, la donna in carriera, bella e spregiudicata, io desideravo il “lui” di allora, il ragazzino già uomo che vedevo nei corridoi a scuola e che neanche mi notava. Parlavamo, parlavamo tanto, io la verità però non gliel’ho mai confessata.

Trascorrevamo nottate intere, seduti su un divano a parlare, senza sfiorarci con un dito, senza cedere alla passione, nessuno dei due era convinto di piacere all’altro, eppure era tutto così dannatamente palese, in sottofondo sempre quella canzone “sembra un angelo caduto dal cielo, quando si incontrano toccarsi è proprio uno shock”.

Finché una sera accadde, la passione ci avvolse e ci trovammo l’una tra le braccia dell’altro senza neanche rendercene conto, fu una notte lunghissima, fatta di baci, carezze, sospiri, piacere e basta. Da quella notte, dopo quell’ultimo bacio dato sotto casa mia, non ci siamo più visti né sentiti, lui chissà dove, io sempre qui.

Tra meno di sei mesi mi sposo, amo quello che diventerà mio marito più di ogni altra cosa, ma quella notte non la dimenticherò mai, anche se sono trascorsi molti anni.

È stato un capriccio, una rivincita, una soddisfazione, perché lo volevo e l’ho avuto, anche solo per una notte. E’ stato mio ed io sono stata sua. Ed i suoi baci riempivano i vuoti lasciati da un’adolescenza infelice. Non è stato l’amore della mia vita, non è lui l’uomo che guardo al mattino appena sveglia, non è lui l’uomo che sposerò, ma di una cosa sono certa, difficilmente lo dimenticherò.” F.C.

Ciao F.C. e grazie per averci scritto. Sono contenta che abbia deciso di raccontarci la tua storia che penso abbia intenerito un po’ tutti. Non mi hai raccontato dell’amore della tua vita, ma di quello che, pur non essendo amore, più ti ha segnata. “E’ stato un capriccio” hai scritto, come quelle sbandate che solo da ragazzi possiamo provare, quelle stesse sbandate che però ricorderemo per sempre con un sorriso.

La tua esperienza è comune a tanti, anni trascorsi a sentirsi inadeguata per gli altri, non abbastanza bella, non desiderata, non compiaciuta, e poi il riscatto, la rivincita. La bellezza che fiorisce con gli anni, le soddisfazioni con il lavoro, l’iniziare a piacersi che poi è il segreto per piacere anche agli altri. Penso semplicemente che lui, dopo anni, ti abbia notata perché dimostri una sicurezza in te stessa che da ragazzina non avevi, non c’entra nulla la bellezza o la spregiudicatezza, gli sei piaciuta perché ora ti “senti” donna.

L’insicurezza è tipica dell’adolescenza, sono anni bellissimi ma anche difficilissimi da sostenere quando ci si è dentro, i problemi sembrano insormontabili, in realtà è semplicemente un periodo di passaggio, il baco da seta che si prepara a diventare farfalla. Perché ci sono amori veri, che dureranno tutta la vita e ci sono storie meno importanti, ma che lasciano un segno indelebile.

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