“Bar al Buio” un’esperienza sensoriale sconvolgente.

bar al buioSi è svolta domenica 16 dicembre nella Casa Canonica di Ercolano l’esperienza sensoriale del Bar al Buio organizzata nell’ambito della 54ªGiornata Nazionale del Cieco dalle rappresentanze di Ercolano e Portici dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti.

La frase che recita: “Fin quando non ci sei dentro non puoi capire” trova tutta la sua valenza racchiusa in questa esperienza sensoriale. Per i normodotati ovvero per coloro che possono avvalersi della vista e poggiare su di essa circa l’83% delle sensazioni che ne derivano, trovarsi a condividere il buio risulta sconvolgente. Nonostante il clima amabilmente goliardico, dove questo handicap è vissuto in modo costruttivo e propositivo ad alcuni ospiti il buio è risultato non sopportabile con effetti claustrofobici lasciando di fatto la sala.

Per gli altri che hanno voluto comprendere cosa significhi essere costantemente al buio anche se solo per un’ora, l’esperienza è stata straordinaria. I camerieri hanno sapientemente guidato i novelli Tiresia ai loro tavoli e già da qui le sensazioni hanno iniziato ad avere il sopravvento sugli ospiti. Stranamente per alcuni i tavoli avevano una forma diversa da quella reale, solo dopo ripetuti contatti con la mano si è imposto al cervello di fissarne il perimetro. Indovinare i profumi di cose semplici e quotidiane ha suscitato molte ilarità tra i presenti, confondendo cose banali con altre.

Lo stesso per le prove tattili, dove il primo che provava a formulare una ipotesi, vedeva subito gli altri ospiti uniformarsi a quella proposta anche quando non era esatta. La curiosità e la ricerca di una risposta rendeva i partecipanti comunicativi ed aggregativi, cosa che alla luce del Sole non avverrebbe. Simpatico il repertorio musicale gioioso e coinvolgente che sottolinea ancora una volta la dote delle persone privati delle vista ma che sanno trasmettere sensazioni entusiasmanti.

Al termine quando si sono riaccese le luci è stato come destarsi da un sogno piacevole e simpatico, ma che ha catapultato tutti in una realtà fatta di tante difficoltà per le persone con questo tipo di disabilità.  Non è pensabile che al giorno d’oggi specie nel nostro paese ci siano ancora tanti ostacoli architettonici, lavorativi, sociali, per queste persone. Il contributo richiesto per questa esperienza è solo una goccia nel mare che dovrebbe essere profuso per tutte quelle persone con disabilità cui il nostro paese tende a dimenticarsi o rivolgere altrove. Questa esperienza è stata portata anche nelle scuole superiori e dovrebbe essere pubblicizzata e resa obbligatoria in tutte le scuole d’Italia per avvicinare e comprendere, perché in un mondo con più comprensione diviene anche più civile.

 

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