Tutti a tavola. Il Cous cous, questo sconosciuto.

cous-cousIl Cous Cous, lo troviamo ormai anche dal salumiere del mercatino, ma ancora in pochi stentano ad inserirlo nella programmazione del menù settimanale familiare. Quel granello, che viene chiamato cous cous, in verità è il risultato di un lavoro davvero molto complicato, soprattutto perché si deve disporre di grandi spazi all’aperto e di sole per farlo asciugare, una volta preparato.

Il termine couscous è di derivazione araba  significa tritato (o ridotto) in minutissimi pezzi. Partendo dalla farina di semola, infatti, spruzzandola con acqua, con le mani si effettua un movimento rotatorio a dita bagnate di acqua salata ed il risultato che si ottiene è un composto formato da piccolissime palline. La fase finale è la cottura al vapore effettuata attraverso una speciale pentola dal doppio strato. Solitamente, il prodotto che troviamo negli scaffali è già precotto, pertanto di facile utilizzo.

Ma la cosa straordinaria è la sua versatilità e varietà di utilizzo. Si sposa in particolar modo con le carni di agnello e pollo che, verranno preparate secondo il gusto, al tegame con un brodo ricco. Anche con il pesce a zuppa rende in modo egregio. Quando si serve, sarà utile mettere il cous cous a strati con il brodo dei sughi, poi, ma solo alla fine, si aggiungeranno i pezzi di carne a coprire il tutto. E’ così duttile che, anche d’estate, lessandolo ed aggiungendo dei pomodorini freschi e mozzarella diventa un piatto squisito. In effetti, la semola è la stessa della nostra pasta, è la sua cottura che è laboriosa, ma la tecnologia alimentare permette anche ai profani di potersi avvicinare a questo piatto. Una ricetta di mia invenzione, molto saporita, si chiama “Polpettine bolognesi di cous cous”.

Consiste nel preparare palline di cous cous condite con sugo alla bolognese (devono risultare asciutte quindi non troppo sugo), adagiatele in un tegame cosparso da uno strato di sugo alla bolognese, ricoperte di parmigiano o grana ed infornate a 180° per circa 30 minuti. Per questo piatto è necessario un buon rosso come un Primitivo di Mandria.

Buon Appetito.

 

Lascia un commento

13 − dodici =