Turismo sostenibile, Napoli la prima città del Sud Italia.

Turismo NapoliNapoli, nella graduatoria dei comuni con il maggior livello di turismo sostenibile, in relazione al rapporto tra vocazione turistica e spesa pubblica contenuta, compare come prima città del Sud e come quarta su scala nazionale dopo Milano, Firenze e Torino.

Il dato, diffuso lo scorso 6 dicembre a Roma, durante il Convegno “La graduatoria dei Comuni Italiani turisticamente sostenibili in relazione alla spesa pubblica locale”, emerge da uno studio dell’EBNT (Ente Bilaterale Nazionale del Turismo), dell’Ires Nazionale (Istituto di Ricerche Economiche e Sociali) che si avvale della collaborazione del Network degli Osservatori sui Bilanci degli Enti Locali con la partecipazione dell’UPI (Unione Province italiane) e della Provincia di Rimini.

Le città italiane oggetto di studio sono state 117. La Campania è presente con Avellino al sesto posto, Salerno al ventiquattresimo, Caserta che conquista la posizione numero 33 mentre Benevento è solo ottantottesima.

Come riportato nel comunicato dell’EBNT, la classifica è stata stilata “Basandosi sull’Indice di Turismo Sostenibile, calcolato prendendo in esame diversi parametri quali: gli Indicatori di contesto che tematizzano la caretterizzazione occupazionale e demografica locale, la ricettività turistica, l’accessibilità in termini di infrastrutture, il rischio e la qualità ambientale; l’attrattività naturalistica e storico-paesistica ed infine, l’aspetto economico con la caratterizzazione delle imprese turistiche locali”.

Proprio sugli indicatori sopra richiamati è stata costituita la base per la seguente analisi, multivariata, che ha permesso di profilare le “5 Italie del Turismo”:

– I Poli della competitività turistica, tra cui rientrano le prime quattro città classificate, hanno un’alta richiesta turistica, una significativa vitalità socio-demografica, un’economia turistica ad alta intensità territoriale, tutto con valori medi più bassi degli altri gruppi.
– Le Città Verdi come Salnuri in Sardegna e Forlì, caratterizzate da una densità abitativa a basso rischio industriale e sismico, sono capaci di attrarre proprio per le attività naturalistiche, potrebbero quindi, mediante politiche adeguate, far leva su queste peculiarità e crescere in termini di sviluppo e capacità economica.
– Le Città con offerta turistica non corrisposta, sono quelle che pur presentando delle facoltà in termini di interesse ed infrastrutture ricettive, non soddisfano le richieste perché non hanno realizzato politiche adeguate ed investimenti finalizzati al Turismo. Ne sono esempio Perugia, Lucca e Matera.
– I Poli dell’economia turistica, tra cui troviamo città d’arte quali Roma, Cagliari, Genova, Verona e Trieste che, nonostante le grandi possibilità, stentano a sviluppare un’economia turistica competitiva.
– Le Città ad alta domanda turistica come Venezia, Mantova, Siena e Rimini sono realtà con grande concorrenza creata dal settore Turismo che andrebbe sostenuta con politiche mirate ad attenuare gli effetti negativi sulle comunità che, stanzialmente, vivono in questi luoghi.
“Con questa ricerca” ha spiegato Alfredo Zini, presidente dell’EBNT, vogliamo lanciare una sfida e dimostrare che i buoni risultati si possono ottenere anche con buone pratiche, limitando gli interventi delle pubbliche amministrazioni”.
L’osservatorio, che per il terzo anno consecutivo, ha realizzato questo studio, si pone nel lungo periodo l’obiettivo di mettere in luce i punti chiave per affrontare un percorso verso la consapevolezza e quindi, la crescita del Turismo sostenibile. Investimenti mirati che mettano in moto tutto il sistema turistico del Paese.

Come ha dichiarato, Lucia Anile, vice presidente dell’EBNT: “Sapere che la spesa pubblica locale è, in molti casi, inversamente proporzionale al raggiungimento degli obiettivi fondamentali per lo sviluppo del turismo, non può che appagare gli sforzi degli amministratori e le aspettative dei residenti”.

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