“Si a una botta di vita”. Partita la campagna contro le vittime per fuochi pirotecnici illegali

fuoci-illegali-bomba-dei-mayaLo slogan del Comune di Napoli: “Dico no ai botti pericolosi a Capodanno, sì a una botta di vita” invita i cittadini a non investire soldi e salute nella pratica dei fuochi di fine d’anno. Ma quest’anno nessuna ordinanza comunale vieta l’utilizzo dei fuochi d’artificio.

L’assessore all’ambiente Caterina Biti esorta ad evitarne l’uso confidando nel senso di responsabilità dei cittadini. I Verdi Ecologisti hanno presentato la loro campagna con lo slogan: “Quest’anno la mano dalla a noi per salvare l’ambiente, non rischiare di perderla per sparare i botti!”.

A Bacoli lo slogan è “Prima di rischiare con un fuoco illegale conta fino a dieci”. All’appello non sono mancati neanche il Cardinale Sepe ed il Codacons. In particolare, quest’ultimo, sottolinea la responsabilità delle Istituzioni che, non emettendo nessun divieto formale, si renderà responsabile degli eventuali incendi e dei conseguenti danni che saranno prodotti. Nessuna campagna televisiva o radiofonica è stata fatta dagli Enti locali. Colpa della crisi economica del Comune di Napoli?

Le iniziative private non sono mancate, con emissioni di premi per scoraggiare l’uso dei petardi: dai biglietti per le partite di calcio alla “pizza salva mano”. Tutto questo, sortirà l’effetto desiderato? L’atto di accendere un fuoco pirotecnico è radicato nella cultura partenopea ed italiana come segno beneaugurante per l’anno in arrivo e per salutare definitivamente quello trascorso. Il fuoco serve a rischiarare il cammino dell’anno che viene e a bruciare i residui cattivi di quello ci ci lasciamo alle spalle. Il rumore spaventa le forze e le energie negative allontanandole. Questa tradizione ha origini lontane, si ha notizia della famosa girandola di Castel Sant’ Angelo iniziata intorno al 1463 con il papa Pio II e durata fino al 1870 che si accendeva tre o quattro volte l’anno.

Ma quanto è ancora importante seguire queste tradizioni? I bollettini di capodanno, ogni anno, sembrano pervenuti direttamente dal fronte di guerra. Il primo gennaio 2012 ha segnato il record dei danni con due morti e 561 feriti (di cui 76 minori di 12 anni). Nel gennaio 2011 si erano registrati un morto e 498 feriti. Questa recrudescenza arriva dopo una pausa di dieci anni nel conteggio. Le notizie di sequestri di botti o di incidenti nel prepararli sono costantemente all’ordine del giorno con l’approssimarsi del capodanno. 

Ricordiamo anche che le conseguenze ed i danni riguardano non solo gli esseri umani, ma anche i nostri amici animali. Loro subiscono veri e propri traumi, come ben sa chi ne accudisce uno. Ogni anno in Italia cinquemila animali perdono la vita nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio; tra loro oltre 500 cani e altrettanti gatti, senza contare le migliaia che scappano e si perdono.

I botti sono letali anche per uccellini e animali selvatici. Cosa accadrà la notte dell’ultimo dell’anno? Il Comune si fida, le mani e le dita un po’ di meno.

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