La CGIA ha stimato che nel 2013 il tasso di disoccupazione salirà all’11,5%: 3 milioni di persone senza lavoro.

ricerca-lavoroLe previsioni della CGIA (Associazione Artigiani e Piccole Imprese), sulla occupazione in Italia per il 2013, è di un tasso di disoccupazione destinato a salire vertiginosamente, stimato all’11,5%.

L’Ufficio studi della CGIA calcola che il 2012 si chiuderà con un aumento di disoccupati di 609.500 unità; ad oggi, sono 2.717.500 le persone che cercano lavoro in Italia, equivalente al tasso di disoccupazione del 10,6%, quota record ed in continua crescita. Nel 2013, infatti, si sfiorerà il numero di tre milioni di persone senza lavoro (2.964.100), è stimato, precisamente, che l’aumento sarà di oltre 246.600 unità che si aggiungeranno a questo nuovo esercito di disperati.

Il tasso di occupazione in Campania, secondo l’Istat, ha avuto una leggera flessione positiva, confrontando i dati del terzo trimestre del 2011 con quelli del 2012, è passato dal 39,5% al 39,9%. Una tendenza positiva, ma ancora troppo lontana dal dato nazionale, pari al 56,9% di occupati; per la Campania è ancora bandiera nera, con un tasso di disoccupazione che è passato dal 14,3% del 2011 al 17,7% del 2012.

La disoccupazione in Italia cresce in modo esponenziale alla decrescita del Paese, una recessione di cui si vedono drammaticamente le conseguenze, con ferite inflitte nel profondo dell’anima imprenditoriale che caratterizza il popolo italiano. La contrazione dei prestiti bancari erogati alle imprese, conseguenza di una crisi generale a livello internazionale, ha messo in moto un meccanismo di “autodistruzione” dell’economia, avvolta in un circolo vizioso, come un cane che si morde la coda, che potrà essere invertito solo da una vera volontà di rinnovamento strutturale di tutto il sistema.

Secondo la CGIA, nel 2012 i prestiti alle imprese, hanno avuto una contrazione del 2,7%, 26,7 miliardi di euro in meno concessi al finanziamento delle attività produttive.

Meno soldi da poter gestire per la conduzione giornaliera della vita aziendale, la diminuzione degli ordinativi, pari al 10,4%, con la conseguenza inevitabile di un calo di produzione industriale, giunto al 6,5%, sono le cause della disastrosa situazione in cui imperversano le aziende italiane, in special modo le imprese di piccola dimensione, cuore pulsante dell’economia del Bel Paese.

Il presidente della CGIA di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha dichiarato: “E’ una situazione allarmante che sta diventando una vera e propria piaga sociale – ha aggiunto inoltre – purtroppo le condizioni generali della nostra economia sono pessime e questo si riflette negativamente sulla tenuta occupazionale anche delle piccole imprese”.

Il 2012 si chiude all’insegna del rigore e dell’austerità, con la Spending Review la Legge di Stabilità e di Bilancio, la riforma delle pensioni, espressione dei tagli della spesa pubblica. Si è passati anche per i rincari delle tasse indirette, come L’IVA, che dal primo luglio passerà dal 21% al 22%, le accise della benzina e concludendo con la pesante tassa sulla casa, l’IMU, il cui gettito verrà ridistribuito nuovamente ai comuni.

Al rigore necessario per uscire dalla crisi è conseguito il malcontento di chi si è trovato inevitabilmente a subirne le conseguenze, partendo da quegli imprenditori strozzati dalle tasse dovute e privati della liquidità dalle banche, finendo con chi, per causa effetto, ha perso il lavoro, finendo nel “girone dei disoccupati”.

Il 21 dicembre, il Segretario della CGIL, Susanna Camusso, ha espresso il suo augurio per il 2013: “Si conclude un anno caratterizzato da una forte recessione, conseguenza di politiche depressive che hanno determinato un peggioramento della vita di lavoratori e pensionati. L’augurio della CGIL per il 2013 è che si possano invertire queste politiche.”

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