Le sigarette elettroniche. Sicuri che siano sicure? L’OMS le boccia. L’ISS le ritiene pericolose.

sigarettaL’Istituto Superiore di Sanità ha consegnato al ministero della Salute il dossier in merito all’attività di ricerca, controllo e parere, nel quale è anche illustrato l’aggiornamento scientifico sulla pericolosità delle sigarette elettroniche contenenti nicotina.

Il 28 dicembre, il Ministro della Salute, Renato Balduzzi, ha commentato l’aggiornamento scientifico dell’ISS (Istituto Superiore Sanita, ndr): “Lo studio conferma il grande livello di attenzione verso tutti i fattori di rischio, nel quadro della più ampia battaglia della prevenzione che, quest’anno, il Ministero della Salute ha rafforzato. Il principio di prevenzione e il principio di precauzione sono i due riferimenti della nostra azione politica e amministrativa.”

Nella relazione dell’ISS, si evince un dato preoccupante, vista la dilagante diffusione e commercializzazione delle sigarette elettroniche: “Presentano potenziali livelli di assunzione di nicotina per i quali non si possono escludere effetti dannosi per la salute umana, in particolare per i consumatori in giovane età”.

Il ministero della Salute, già il 4 agosto del 2011, ha emanato un’ordinanza che vieta la vendita delle sigarette elettroniche ai minori di 16 anni, ordinanza reiterata il 28 settembre 2012, proprio in attesa dei risultati degli studi dell’ISS.

L’ISS ha impostato l’aggiornamento scientifico su 37 diversi studi effettuati, in merito, nei vari paesi del mondo, facente riferimento alle direttive dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità): “L’OMS ritiene che sebbene i produttori vendono gli Ends (Electronic Nicotine Delivery System) come dispositivi efficaci che aiutano a smettere di fumare, ad oggi non esiste evidenza scientifica come metodo per inibire l’assuefazione da fumo e andrebbero regolamentati come dispositivi medici o prodotti farmaceutici e non come prodotti da tabacco”.

Nel 2010, infatti, l’OMS si è espresso con una vera sentenza di condanna sui dispositivi che, avrebbero troppi additivi chimici e non aiuterebbero, in realtà, a smettere di fumare.

Il ministero della Salute si è attivato in tal senso con una prescrizione emanata nel febbraio 2010, per l’etichettatura di tutti i prodotti, i quali devono indicare la concentrazione di nicotina presente, contenere il simbolo di tossicità e avvertire di tenere il prodotto lontano dai bambini.

La sigaretta elettronica, che ormai si vende in concreto ovunque e non solo in farmacia, è una sorta di aerosol, in quanto il fumo prodotto non è altro che vapore, aromatizzato e con annesso una percentuale di nicotina.

Chi tenta di smetter di fumare con quest’ apparecchio, si preclude di assumere le otre 4000 sostanze tossiche presenti nelle sigarette, ma secondo il pneumologo Mario Del Donno, docente di Malattie dell’Apparato Respiratorio all’Università Federico II di Napoli, “Chi le utilizza deve aspettarsi di perpetuare la dipendenza dalla nicotina e la gestualità tipica del fumatore, col rischio di ritornare prima o poi al fumo non elettronico.”

Di tutt’altro avviso, invece, il professore Riccardo Polosa, docente di Medicina Interna all’Università di Catania che, col suo studio-pilota, pubblicato su Bmc Public Health, ha dimostrato una riduzione del 55% nell’uso delle sigarette: “La riproduzione gestuale data dalle e-cig, permette al fumatore di mantenere le abitudini tipiche, evitando di usare le sigarette tradizionali e sopperendo alla dipendenza psicologica.”

L’uso di questo nuovo “surrogato di sigaretta” è diventato intanto una moda e le polemiche su che sia vero o no che faccia male, invadono anche il web, alimentate dagli studi e dalle ricerche, spesso contrastanti tra di loro, tra chi produce le e-cig, come la Ovale, e chi finanzia ricerche sui danni da e-cig, che, nel frattempo commercializza farmaci per i danni connessi al fumo, come la Pfizer.

La certezza è che nelle sigarette sono presenti oltre 4800 sostanze chimiche di cui 69 causano il cancro, come dimostrato dallo studio del 2004 dal DCD (National Center for Chronic Disease Prevention and Health Promotion).

Nel vapore delle sigarette elettroniche, invece, c’è una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina misti ad altri aromi naturali, tutte sostanze che non sono cancerogene.

E’ sulla dipendenza da nicotina che si infervorano maggiormente, tra le altre discussioni, si dibatte in quanto il rischio è anche che la moda della e-cig, possa indurre alla vera sigaretta, anche a chi non ha mai fumato, partendo dall’anello più vulnerabile e influenzabile della società, i giovanissimi.

Lascia un commento

6 − quattro =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.