Vaccini. Il ragionevole dubbio. Quello che non puoi sapere, ma che non puoi ignorare

vacciniIl ragionevole dubbio, è il titolo di un toccante documentario girato con pochi mezzi e tanta passione. Una miniera di informazioni utilissima per neo genitori e chiunque sia in cerca di chiarimenti sui potenziali danni da vaccino.

Vedrete in video molte personalità scientifiche già intervistate da NapoliTime nella recente inchiesta sui danni da vaccino e in quella precedente sull’autismo. La regia e il montaggio del documentario sono di Ambra Fedrigo, classe 1977, mamma di due bambine, due lauree brevi in Multimedia&Web design e in Video Production con il massimo dei voti presso il The Art Institute of Seattle. Vincitrice del Best Portfolio in Show. In Italia laureata con lode in Discipline dello Spettacolo presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Trieste, diplomata anche al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano. Ha girato diversi documentari per la RAI, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Regione Lombardia. Nel 2010 scrive e gira anche lo spot per l’AGMEN FVG (associazione di genitori con bambini affetti da patologie tumorali) che vede la partecipazione in video anche del cronista sportivo Bruno Pizzul. Ad Ambra Fedrigo rivolgiamo qualche domanda.

Quale stimolo l’ha spinta a girare un documentario sui vaccini?

“Il 29 giugno 2010 è nata Lorelai, attesa da una vita. Gli incontri precedenti la sua nascita, presso il consultorio, prevedevano anche quello con il primario di pediatria del nostro distretto: una persona che stimo molto e che ha lavorato anche in Africa. Lui ha visto il decorso peggiore delle malattie per le quali si vaccina. Ci consigliò di non essere ossessive con prodotti per l’igiene della bambina, ma le vaccinazioni sì, quelle farle.
Nella mia testa le vaccinazioni erano dunque da fare. Quando nacque Lorelai, lessi “Le vaccinazioni pediatriche” del Dottor Roberto Gava e “Bambini supervaccinati” del Dottor Eugenio Serravalle, questi libri segnarono il mio battesimo verso una nuova conversione.

Perchè Conversione?

“Perché allo stato attuale delle ricerche scientifiche la vaccinazione sembra un atto di fede, un credo cieco. Ma io più leggevo, mi informavo, e meno rassicuranti erano quelle vaccinazioni che per tutta la vita ho sentito decantare come lo scudo di protezione invisibile contro un mondo di malattie. Adulto e vaccinato, non si dice così? Il mio istinto poi, oltre alle informazioni che stavo raccogliendo, mi diceva che era giusta la via, per me, per mia figlia, ma bisognava essere in due. Mio marito non era convinto. Così una domenica andammo ad un incontro con le famiglie danneggiate. Ascoltammo. Mio marito vide un bambino affetto da spettro autistico in seguito alla vaccinazione MPR (la trivalente contro il Morbillo, Parotite e Rosolia – NDR). Uscimmo dall’incontro respirando. Non era solo aria che ci riempiva i polmoni, era il sentore di averla scampata. Con il cuore gonfio di lacrime, provai una fortissima riconoscenza per le famiglie dei danneggiati da vaccino che avevano condiviso con noi il loro dolore, il loro incubo, affinché potessimo compiere noi una scelta sana. Sentimmo anche di famiglie spaccate, divise, morte. Queste invece erano quelle che lottavano tutti i giorni, che erano sempre con le orecchie tese a captare nuove terapie, nuovi rimedi, nuove vie d’uscita.

Lottare è la parola giusta?

“Sì, lo è quando devi lottare sul fronte della sanità, della scuola e con il resto della comunità che ti esclude. E’ difficile pensare di portare avanti anche una controinformazione per permettere ad altre famiglie, come la mia, di evitare di valicare la soglia del non ritorno. E in realtà loro fanno anche questo: organizzano convegni, ne parlano con chi possono. Ma proprio perché colpite non vengono credute. La gente pensa che queste famiglie cerchino un capro espiatorio, non la vera motivazione. E si sbagliano. La comunicazione è il mio mestiere. Io sono una regista e spero di riuscire a raggiungere le persone con il mondo dell’audiovisivo. Ora ho due bambine da crescere e il tempo non è molto, ma per fare questo documentario lo voglio trovare.”

Vaccini. Il suo ragionevole dubbio?

“Non sono una scienziata, non sono un medico, sono una madre pensante. Ci sono pro e contro. La mia sensazione è che a favore dei vaccini si siano schierati pensieri poco scientifici. Non sono in discussione, ma la scienza non può basarsi su atti di fede. E’ necessaria la ricerca, l’osservazione. In soggetti giovani alla vita ed ai suoi meccanismi, ritengo sia fondamentale mantenere il sistema in equilibrio per potersi sviluppare correttamente: una corretta alimentazione, l’igiene, sono a mio avviso ben più efficaci di iniezioni con sostanze altamente tossiche come il mercurio, l’alluminio, la formaldeide e altre sostanze che possono minare l’equilibrio a breve, medio e a lungo termine del sistema immunitario. Ne parlano come di un sistema complesso. Io ho sentito di slatentizzazione, di patologie: significa che sono presenti nel tuo corredo genetico e possono rimanete latenti per tutta la vita, come anche essere scatenate da un vaccino. Viviamo già in un ambiente molto inquinato, che sicuramente pesa nell’economia di un paniere di salute labile, ma iniettare tutti quegli elementi tossici, chiedendo al corpo di un bambino di simulare la risposta a 6 malattie contemporaneamente, è una cosa ragionevole? Il Dottor Montanari e sua moglie, la Dottoressa Gatti, affermano anche di nanoparticelle, di particolati, agenti inquinanti non dichiarati nei campioni di vaccino che hanno analizzato, che vengono inoculati ai nostri piccoli. Pezzi di ferramenta li ha chiamati Montanari. Il nostro corpo non è costruito per gestire tutto questo. E così si ammala. Ognuno sviluppa la patologia presente nel proprio corredo genetico: diabete, celiachia, iperattività, e tantissime altre patologie che si aggiungono ai sempre più frequenti casi di autismo e a volte di decesso. Io capisco che per il Ministero della Salute sia difficile prendere decisioni che possano soddisfare i grandi numeri anziché il singolo, ma nel momento in cui ci sono così tanti singoli a farne le spese, tanto da diventare un fenomeno di massa, è necessario considerare un cambio di tendenza. (Maggiori dati sul sito www.comilva.org, ndr).”

Questa è solo l’anteprima, cosa vedremo nel documentario ultimato?

“Saranno sviluppati ulteriormente i dati raccolti da ricerche scientifiche indipendenti e altri trascorsi di genitori colpiti, tutti raccontati con un corredo filmico sviluppato ad hoc. Un documento di ricerca emotivo quanto più esaustivo possibile che possa dare il ‘la’ ad un dubbio che porti attivamente un genitore alla ricerca.”

Il documentario da chi è stato commissionato e con quali fondi?

“Il documentario è stato commissionato dal mio senso del dovere. Ma avrà bisogno di fondi per andare avanti. Basti pensare che una prossima intervista dovrebbe essere a Vancouver, per un neuroscienziato che ha studiato gli effetti dell’alluminio contenuto in alcuni vaccini. Ma anche viaggiare in macchina in Italia, con alberghi e altro, non sono proprio spostamenti economici. Inutile dire che, per coinvolgere altri operatori del settore, non posso contare sul fatto che lo facciano per una giusta causa. Servirebbe un aiuto dal basso, anche dalle persone non colpite che vogliano informazioni, che non hanno il tempo o i mezzi per raccoglierle. Un caso che mi ha commossa è stato quello di un giardiniere di nome Dawid, padre di due figli non danneggiati: andò da mia nonna a fare dei lavori. Mia nonna chiese uno sconto. Ebbene Dawid, nonostante la crisi, quando sentì del documentario sui vaccini che stavo girando, lasciò a mia nonna 100 euro per me. E’ importante che qualcuno lo faccia, disse.

Per qualsiasi contributo volontario alla produzione del documentario, invitiamo a comunicare con la redazione di NapoliTime. Sarete in breve messi in contatto direttamente con la regista Ambra Fedrigo.

Vi lasciamo alla visione dell’anteprima del documentario “Il ragionevole dubbio”, ricordandovi che la vaccinazione obbligatoria, per essere costituzionale, è necessario che sia assolutamente sicura e non faccia correre nessun rischio alla popolazione, altrimenti diventa un’innaturale selezione della razza umana.

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4 thoughts on “Vaccini. Il ragionevole dubbio. Quello che non puoi sapere, ma che non puoi ignorare

  1. Bellissimo ..come si fa ad avere il documentario…lo voglio diffondere ai miei pazienti..sono un osteopata di Mestre e amico di gava…un saluto

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