Perquisizioni per i consiglieri regionali Caputo e Polverino. Indagati per peculato e truffa ai danni dello Stato.

caputo_polverinoNapoli 11 gennaio. Sono scattate le perquisizioni da parte della Guardia di Finanza di Napoli per i consiglieri regionali, Nicola Caputo e Angelo Polverino (in foto, da sinistra a destra), in relazione all’inchiesta sugli sprechi alla Regione Campania.

Il decreto di perquisizione notificato dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli, è la conseguenza dell’inserimento nel registro degli indagati di Nicola Caputo del PD, e Angelo Polverino del Pdl.

Le Fiamme gialle hanno perquisito l’abitazione di Caputo a Teverola e di Polverino a Caserta e i loro uffici, poiché risultano indagati per peculato e truffa ai danni dello Stato.

L’evolversi dell’inchiesta sull’irregolarità nell’uso di denaro pubblico, condotta dal Pm della Procura di Napoli Giancarlo Novelli, ha messo nuovamente il consiglio regionale campano sotto i riflettori, evidenziando un’illecita consuetudine da parte dei consiglieri sia di destra che di sinistra, di gonfiare le richieste di rimborso avvalendosi spesso di false fatture. “Batman” Fiorito, consigliere della Regione Lazio, non sembrerebbe il solo ad essersi approfittato della sua posizione privilegiata per i suoi rendiconti personali, ma attendiamo l’evolversi delle indagini.

Nicola Caputo e Angelo Polverino sono accusati di essersi appropriati in un periodo di quattro anni di una somma di 128 mila euro per la ripartizione dei fondi sulla comunicazione e lo avrebbero fatto avvalendosi della presentazione di fatture false.

Le perquisizioni hanno interessato anche le aziende che avrebbero emesso le fatture false. All’occhio salta l’incongruenza tra la richiesta per accedere ai fondi per la comunicazione e le reali attività imprenditoriali delle aziende, due di Napoli e una di Caserta, che hanno emesso le fatture e che si occupano di vendita di bevande e servizi di pulizia.

L’inchiesta, che secondo gli inquirenti è ancora agli inizi, il 22 dicembre ha indotto la Procura di Napoli a emettere un’ordinanza di custodia cautelare per il consigliere regionale Massimo Ianniciello del Pdl accusato di truffa aggravata e peculato.

Anche per Ianniciello l’accusa è di essersi appropriato di fondi per la comunicazione per un importo di 63.803 euro, presentando fatture false.

Coinvolto anche l’ex capogruppo regionale del Pdl Fulvio Martusciello per non aver provveduto a verificare l’autenticità della richiesta di accesso al fondo per le comunicazioni da  parte dell’esponente del suo gruppo politico.

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