Le trivellazioni nell’area dell’ex Italsider. Ancora poca chiarezza in assenza del Piano di Emergenza Comunale.

trivellazioniLo stato di attenzione scientifica attivato a seguito dello sciame sismico nella zona flegrea il 7 settembre 2012 non ha placato la preoccupazione della popolazione, come non ha risolto  il contrasto tra i cittadini flegrei e le trivellazioni nell’area dell’ex Italsider. Nemmeno l’incontro a Napoli del 22 novembre dove alla presenza del direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’ingegner Marcello Martini, tra i principali partecipanti della riunione a cui hanno preso parte il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, l’assessore alla protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza e i sindaci dei Comuni interessati ha sortito l’effetto desiderato.

A tutt’oggi manca una comunicazione ufficiale circa lo stato delle trivellazioni, come l’esatta entità circa la profondità cui sono giunte. Il 20 settembre Emilio Borrelli commissario regionale dei Verdi Ecologisti e Carmine Attanasio capogruppo al comune di Napoli del partito ecologista incontrarono i vertici di Bagnoli Futura in merito alle perforazioni dove fu confermata la sospensione delle trivellazioni, che l’autorizzazione del Comune di Napoli ne fissava il limite 500 metri di profondità.

Nel consiglio della X Municipalità tenutosi il 5 dicembre è stato fatto il punto sul progetto trivellazioni con i responsabili del progetto dell’INGV De Natale e Claudia Toise. Le trivellazioni del pozzo esplorativo fino a 500metri sono terminate il 1° dicembre. L’attività è stata caratterizzata da due fasi, la prima fino a 200 metri e la seconda fino a 500, con macchinari diversi atti a garantire una maggiore sicurezza di cantiere. I lavori veri e propri di trivellazione sono stati di 5 giorni con un programma di lavoro h24. Sono stati prelevati fanghi e realizzati carotaggi per avere una stratigrafia del sottosuolo, attualmente in corso di elaborazione. Al momento sono in corso i lavori di smontaggio della trivella. Si procederà poi all’installazione di sonde nel pozzo per la rilevazione continua di valori fisico-chimici per il monitoraggio della zona orientale della caldera.

Il 3 gennaio il Movimento 5 Stelle ha depositato una istanza presso il Comune di Napoli sottoscritta da 275 cittadini con la richiesta del blocco delle trivellazioni, formulare un Piano di Emergenza Comunale, il rispetto del P.U.A di Bagnoli, il censimento degli edifici da sottoporre a ristrutturazione statica nella IX e X Municipalità.

Non si riesce mai a fare un quadro preciso della situazione il reperimento delle informazioni è sempre subordinato a richieste ufficiali non si evince in questo modo la trasparenza delle operazioni circa questo argomento. E’ proprio il caso di affermare che intanto la questione ribolle sotto i piedi.

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