Yom ha Shoà. Per non dimenticare.

krIntervista a Pierluigi Campagnano, presidente comunità Ebraica di Napoli.

In occasione del Giorno della Memoria, NapoliTime ha incontrato il presidente della Comunità Ebraica di Napoli, signor Pierluigi Campagnano. La data del 27 gennaio ricorda l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz grazie all’ingresso delle truppe sovietiche. Lo Stato Italiano, con la legge 211/2000, ne ha decretato l’istituzione ed a seguire, anche l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), con la risoluzione 60/7 del 1 novembre 2005  ha fatto, di questa giornata storica, una ricorrenza internazionale.

Quanto serve questa commemorazione? Si fa abbastanza per questa giornata dedicata al ricordo?

Da quando è stata istituita questa giornata, siamo alla tredicesima edizione, c’è stato un crescendo di interesse e di attività per ricordare gli eventi di questo periodo. E’ sempre opportuno e doveroso tenere vivo il ricordo di un evento che ha segnato tante vite umane.

La vostra comunità prepara delle attività per questa ricorrenza?

Solitamente no, siamo “passivamente attivi” nel senso che siamo invitati alle manifestazioni che organizzano altri. Tranne quest’anno che siamo stati attivati per l’organizzazione della Mostra  che si svolgerà nella Reggia di Caserta dal 23 gennaio all’ 11 febbraio 2013 dal titolo “1938-1945 La persecuzione degli ebrei in Italia – Documenti per una storia”. In questa mostra sono esposti 38 pannelli integrati con documenti originali provenienti dagli archivi  sia della nostra  comunità che da archivi pubblici e privati della Campania .

Le precedenti mostre si sono svolte a Torino la prima ed a Venezia l’anno successivo con l’esposizione di documenti originali reperiti in loco.

Interessanti alcuni documenti che abbiamo fornito, per esempio c’è un certificato di nascita sul quale viene evidenziato figlio di cittadini italiani di “Razza Ebraica”, oppure lettere riguardanti le delazioni durante le leggi razziali che sono state emanate con il Regio Decreto nel 1938 e finite con Regio Decreto nel 1944.

Noi comunque abbiamo sempre ricordato questo terribile evento, commemorando i defunti nel giorno della Shoà  “Yom ha shoà“, il 28 di nissan che quest’anno corrisponde all’ 8 aprile.

Cosa c’è da fare per non dimenticare?

I miglioramenti si dovrebbero orientare verso il comparto scolastico. Molti insegnanti giungono al termine della programmazione scolastica parlando del secondo conflitto mondiale senza un approfondimento riguardo l’aspetto ebraico della situazione. Ci sono scuole, sempre più numerose, che ci invitano a parlare nei loro istituti, agli insegnanti chiediamo di approfondire con gli alunni gli eventi storici della seconda guerra mondiale.

Molti insegnati chiedono di essere aggiornati sul periodo storico e partecipano con interesse  ai corsi indetti dal CDEC (Centro Documentazione Ebraica Contemporanea)  che si occupa di numerose altre iniziative, tra le quali quella della Mostra a Caserta.

Come vive personalmente la giornata mondiale dedicata alla memoria?

Solitamente vengo invitato a presenziare ad una serie di eventi organizzati  da comuni, scuole, università, associazioni. L’interesse come ho detto è sempre crescente e questo fa sperare che la memoria sia salva e sia un monito per le generazione future.

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