Tares. A luglio la prima rata.

Agnano immondiziaLa Tares, la nuova tassa sui rifiuti che sostituirà la Tarsu (tassa smaltimento rifiuti solidi urbani) entrata in vigore già a gennaio, prevedeva il pagamento della prima rata ad aprile, spostata a luglio grazie ad un compromesso raggiunto al Senato dopo che, nella mattinata di mercoledì 16 gennaio, la Commissione Bilancio ha bocciato lo slittamento di sei mesi dell’imposta.

Questa soluzione, in prossimità delle elezioni, sposta di fatto la decisione di confermarla o modificarla al prossimo Governo.

La ridefinizione della tassa sui rifiuti da Tarsu a Tares, consiste in una modifica sostanziale del gettito destinato ai comuni, in quanto in essa è incorporata anche la vecchia Tia (Tariffa igiene ambientale).

A detta delle associazioni dei consumatori, la Tares costerà ai cittadini 80 euro in più in media a famiglia; il pagamento spetterà ai residenti dell’abitazione, e non ai proprietari, e sempre in base ai metri quadri dell’immobile.

La CGIA di Mestre, che ha svolto uno studio sull’aumento della Tarsu-Tares, ha dichiarato che l’imposta costerà agli italiani 2 miliardi di euro in più e che questa situazione “rischia di tramutarsi in una vera e propria stangata, soprattutto per gli imprenditori”.

L’aumento, infatti, sarà particolarmente gravoso per le attività imprenditoriali e nello specifico, per alcune categorie, come le aziende dei settori dell’ortofrutta, bar, mense e ristoranti, l’aumento potrà costare anche il 50% in più.

La CGIA denuncia che, l’aumento, oltre a non considerare la riduzione del costo dello smaltimento dei rifiuti, reso possibile con l’incremento della raccolta differenziata aumentata del 30,5%, penalizza ulteriormente i consumimeno soldi in tasca alle famiglie e sempre meno liquidità per le imprese.

Il 2013 sarà l’anno di tre nuove tasse: la Tares (tassa sui rifiuti), l’Ivie (l’imposta sugli immobili all’estero) e la Tobin Tax (tassa sulle transazioni finanziarie). Con l’introduzione di queste nuove tasse, considerando anche l’aumento dell’IVA, che a luglio passerà dal 21% al 22%, la pressione fiscale in Italia raggiungerà la quota di 45,3%.

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