Patenti di guida, cosa cambia

patenteArriva la patente di guida europea. A deciderlo, il 18 gennaio a Bruxelles, l’Unione Europea, con l’obiettivo di creare una patente unica per tutti gli Stati membri sostituendola, definitivamente, agli oltre 100 diversi modelli di plastica o di carta. La patente europea sarà in formato carta di credito e ogni Paese potrà decidere di apporre il proprio simbolo nazionale. Con il rinnovo della licenza di guida saranno progressivamente sostituite, entro il 2033, tutte le vecchie patenti e sarà creato un sistema elettronico europeo di scambio di dati delle informazioni nazionali. Il 19 gennaio, inoltre, le modifiche del Decreto Legislativo 59 del 2011 sono diventate effettive cambiando, in modo sostanziale, ben 21 articoli del Codice della Strada. L’Italia, come stato membro della comunità europea, ha dovuto recepire le direttive 126/2006 e 113/2009 in merito alle patenti di guida che passano a 15 categorie in tutto.

Uno dei punti chiavi della riforma è l’introduzione di una vera e propria patente di guida per chi si appresta a condurre mini-car e ciclomotori. Per guidare le mini-car, i quadricicli, bisognerà avere almeno 16 anni e sostenere l’esame di guida per ottenere la nuova patente B1. Per la nuova patente AM, per i ciclomotori a due ruote che sostituirà di fatto il Cigc, il così detto patentino, l’età minima è di 14 anni e sarà conseguita con un esame di teoria e guida; il limite massimo di velocità consentito è di 45 Km/h e si è sanzionati se sul motorino si porta un passeggero. Per i ciclomotori con cilindrata massima di 125 cc resta a 16 anni l’età minima per conseguire la patente A1; novità anche per l’età in cui potranno essere conseguite le patenti C e D, passata, rispettivamente, da 18 e 21 anni a 21 e 24 anni.

Negli ultimi giorni del 2012, all’applicazione delle direttive europee si è aggiunto anche il Decreto del Ministro della Giustizia, in vigore già dal primo gennaio, che rincara del 5,4% le sanzioni pecuniarie previste per le infrazioni del codice della strada. Il Decreto applica l’aggiornamento per le multe, previsto ogni due anni, dal Codice, calcolato in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per famiglia della media nazionale accertata dall’Istat, che è appunto il 5,4%, ed è di fatto l’ennesimo aumento che inciderà ulteriormente sui bilanci delle famiglie italiane.

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