In mezz’ora di Lucia Annunziata: liberalizzazioni e mercato del lavoro, Monti a tutto campo sulle scelte del Governo, “articolo 18 non sia un tabù”.

DOMENICA, 22 gennaio. Ospite di Lucia Annunziata alla trasmissione “In mezz’ora“, il Presidente del Consiglio Mario Monti. Dopo un rapido riferimento alle contestazioni della Lega, in piazza a Milano contro la manovra del governo, “E’ una contestazione derivante dal mio incarico temporaneo”, è il primo commento di Monti, il Presidente del Consiglio risponde alla domande di Annunziata sulle liberalizzazioni, sull’articolo 18 e mondo del lavoro.

Con il ministro del lavoro si annunciano azioni legislative innovative che andranno ad incidere sul mercato del lavoro. La vera ossatura produttiva del nostro Paese è fatta dal tessuto manufatturiero – afferma Monti – le variabili su cui agire per essere competitivi nel mondo sono infrastrutture, costo delle materie prime, rapporti con la Pubblica Amministrazione ed Imprese e le regolamentazioni. Le liberalizzazioni poste in essere dal Governo, vanno nella direzione di favorire lo sviluppo. Il DLgs su liberalizzazioni ed infrastrutture, gioverà alle imprese manifatturiere, ci saranno margini di profitto maggiori. Alcuni studi prodotti sull’incidenza delle nostre liberalizzazioni sul PIL ci dicono che l’intervento del Governo porterà benefici anche al mondo del lavoro in termini di nuova occupazione.

Alla domanda di Annunziata sull’eventualità di un interveto sull’articolo 18, anticipazione per le quali sarebbe previsto l’abolizione di tutti i vari contratti di lavoro nazionali e che verrebbero ad essere sostituiti da un nuovo contratto unico per il quale non varrebbe per i primi tre anni l’applicazione dell’articolo 18, il Presidente chiosa “Mi piace correre in avanti, ma domani inizia un confronto serio con i sindacati su questo argomento e quindi non farò nessuna anticipazione sulle riforme dell’articolo 18 per rispetto del confronto che si andrà ad iniziare domani. Unico spunto di riflessione, privilegiare i temi relativi all’occupazione giovanile e al primo ingresso sul mercato”.

Per quanto concerne le liberalizzazioni e la riforma del mondo del lavoro, si auspica un confronto ed una discussione senza tabù, con un’apertura mentale massima tra governo e parti sociali.

Circa le liberalizzazioni e le questioni sollevate in proposito, come alcune questioni relative alle  infrastrutture, autostrade e treni, come lo scorporo di Eni e Snam, il governo ha fatto “operazioni dilatorie”, incalza Annunziata. Ci sono proroghe sull’entrata in vigore delle decisioni importanti presenti nel decreto. “Tatticismo democristiano“, dice Annunziata, “tra sei mesi saremo in campagna elettorale e prorogare le decisioni significherà non produrre cambiamenti”.

Monti respinge al mittente le critiche, affermando che mai, in Italia, si è osato parlare di scorporo di Eni e Snam, ed i tempi 2 e 6 mesi previste dal DLgs, sono tempi tecnici di applicazione del decreto prodotto dal governo. Occorre tener conto del mercato e delle organizzazioni interne di queste grandi aziende. Mentre per quanto riguarda la durata delle concessioni in Italia, “sono troppo lunghe e non mi piacciono, ma non è possibile intervenire per evitare di dare un’immagine di instabilità nelle decisioni nel nostro paese, ogni volta che c’è un nuovo governo”, afferma Monti.

Il punto sulle Ferrovie. E’ stato creato un meccanismo che ci consentirà in un regime di concorrenza e di garantire allo stesso tempo, benefici per l’utenza. “Occorre però andare cauti su questo aspetto, perchè siamo già in una fase avanzata su questo tema e non vogliamo favorire in maniera sconsiderata, le compagnie straniere nel nostro paese, per evitare che le linee a maggior traffico possano potenziarsi a scapito di quelle minori utili all’utenza ma che hanno bisogno di sostegno statale”.

Alla domanda se il ministro Monti tema o meno la competizione straniera in Italia,  – Monti dichiara – “Non sono iperliberista e non sono un privatizzatore, un eccesso di zelo astratto potrebbe portare a nessun beneficio per i consumatori”.

Infine alla domanda se verrà posta la fiducia sul decreto, “il parlamento è sovrano” – dice Monti – “la fiducia no so ancora se la vorremo porre, i partiti politici danno comunque una valutazione positiva degli interventi che vogliamo varare, che sono in linea con i processi avviati dai partiti negli anni passati. Non so se porremo la fiducia ma abbiamo fiducia che il Parlamento apprezzererà le nostre scelte”.

Foto tratta da blog.panorama.it

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