Green Hill, l’allevamento lager

Green-HillIl 28 aprile 2012 furono in molti a prendere parte al corteo per chiedere la chiusura di Green Hill allevamento lager a Montichiari, creato per la riproduzione di cani impiegati per la sperimentazione animale. Mentre la protesta era in corso, un gruppo di manifestanti riuscì  ad aggirare le forze dell’ordine, penetrando all’interno della struttura e riuscendo a liberare alcuni cani di razza beagle.

Tredici persone furono fermate durante il blitz animalista. Furono accusate di violazione di domicilio, furto, danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale. Nonostante il ricorso presentato dai legali di Green Hill, che  sarà discusso il prossimo 21 Febbraio in Cassazione, si è già a lavoro per il processo contro gli imputati dell’allevamento, accusati di gravi maltrattamenti sugli animali. Anche l’ex ministro del Turismo,  Michela Brambilla, si è schierato a favore dei cani, denunciando la struttura ai Nas e alla procura della Repubblica di Brescia, per maltrattamento e danni all’immagine nazionale.

Inoltre, l’ex ministro, ha recentemente ottenuto, nella commissione Affari sociali della Camera, l’approvazione di un emendamento che promuove lo sviluppo di metodi alternativi per superare, definitivamente, la sperimentazione animale. Ma Green Hill, purtroppo, non è altro che la punta dell’iceberg.  Atti di  violenza a danno degli animali sono all’ordine del giorno e sempre più numerosi. Soprattutto cani e gatti , destinati ad essere cavie da laboratorio o torturati e uccisi spesso per il puro divertimento di persone senza cuore.

Che dire di Natalina, la cagnolina “accartocciata” ritrovata qualche giorno fa a Bari, ridotta così dopo aver trascorso i primi mesi di vita in una gabbia  per canarini; o dei molti cuccioli di razza stipati per giorni in bagagliai, trasportati in condizioni terribili, prevalentemente dall’Est Europa, per poi essere venduti in Italia. Fortunatamente sono sempre più numerosi i mass media  e le associazioni di volontariato che si occupano di questa  triste piaga.  Citando Kant “possiamo giudicare il cuore di un uomo dal modo in cui tratta gli animali”.

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