Al Voto. Per il Lavoro, lo Sviluppo e la Solidarietà Sociale

NapoliTime Magazine Annp II Numero Uno Gennaio 2013L’editoriale. NapoliTime Magazine Anno II, n. 1 Gennaio 2013 in distribuzione.

Destra, sinistra, centro. Si va al voto e come sempre accade da qualche anno a questa parte, il partito più forte è quello del non voto o del “tanto sono tutti uguali”. Lo scenario che si presenta agli occhi degli elettori è senza dubbio, alquanto disarmante. Vediamo di fare chiarezza, per quanto possibile. Si va al voto con il “porcellum” e questo è un dato di fatto.

I partiti, tutti i partiti, decidono di mettere in lista i loro uomini e donne “migliori”, in posizione utile ad essere eletti o meglio, nominati. Il potere di eleggere i propri rappresentanti è ormai una chimera. Una Legge elettorale che altro non fa che produrre allontanamento e disaffezione nei cittadini. Alimenta l’antipolitica.

In questo scenario disarmante, in questi mesi, c’è stata una novità non trascurabile. L’unico partito che si è impegnato per far scegliere ai cittadini i propri candidati al Parlamento e la loro posizione in lista, è stato il Partito Democratico. Con le Primarie si è deciso il leader della coalizione di centrosinistra, in uno scontro politico-generazionale, ricco di novità nella comunicazione, tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi.

Uno scontro praticamente tutto interno al PD che ha fatto un gran bene al PD, avendolo svegliato da un torpore politico durato anche troppo a lungo. Sempre con le Primarie, le “parlamentarie”, si sono decise le candidature a Camera e Senato per il PD. Si è messa una pezza all’incapacità di un intero Parlamento di legiferare contro i propri interessi, quello di essere nominati anziché eletti dal popolo sovrano. Ora, obbligo morale della compagine parlamentare del Partito Democratico, nella prossima legislatura, è e deve essere, una Legge elettorale degna di un Paese civile, che ridia potere decisionale ai cittadini.

Nel frattempo sono scesi in campo soggetti nuovi, partitini personali che nascono come funghi in queste occasioni di campagna elettorale. C’è chi ha deciso di completare il trittico dei Masaniello, guarda caso tre ex magistrati, che hanno deciso di fare la rivoluzione civile a colpi di slogan e di posizioni dominanti acquisite con un lavoro delicato ed impegnativo al servizio della collettività.

Allontanare il sospetto di parzialità di un giudice è il cruccio di Rodolfo Sabelli, Presidente dell’ANM. Nel frattempo Ingroia, il rivoluzionario, strizza l’occhio al comico del M5S, con il quale si sente di condividere tematiche ambientali e legate allo sviluppo; il populista Mario Monti, che della sua salita in politica, le promesse di ridurre ora le tasse e le sue avances al Pdl avremmo volentieri fatto a meno e poi lui, il redivivo Silvio Berlusconi, che in occasione del Giorno della Memoria dell’eccidio di milioni di ebrei, non ha perso l’occasione per esaltare il ruolo di Mussolini, che avrebbe fatto bene in tutto, anche a stringere il patto di ferro con la Germania di Hitler, tranne forse ad emanane le leggi razziali che hanno determinato la deportazione di migliaia di cittadini italiani nei lager nazisti. Apologia del fascismo in piena regola per guadagnare una manciata di voti a destra.

Una vergognosa interpretazione della storia che non può che indignare. L’obiettivo dell’ex premier è chiaro. Rosicchiare tutti quei voti utili ad ingessare il Parlamento nella prossima legislatura, puntando ad un pareggio al Senato. Tutto questo con la collaborazione attiva e il beneplacito di Casini, Monti, Fini, Ingroia, De Magistris e Beppe Grillo. Tutti pronti a ritagliarsi il loro pezzetto di cielo romano. Viva la rivoluzione, viva la restaurazione. Facciamo in modo che questo scellerato disegno cada nel vuoto. Andiamo a votare. E che il voto sia utile a definire una maggioranza Riformista netta, impegnata sui temi del lavoro, dello sviluppo e della solidarietà sociale.

Pasquale Vespa, editoriale su NapoliTime Magazine Anno II, n. 1 Gennaio 2013 in distribuzione.

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