Illeciti connessi al ciclo dei rifiuti. In Campania danni incalcolabili. Ma è la regione dove si muore di più per tumore.

rifiuti incendiatiIn occasione della XI giornata mondiale contro il cancro infantile, la Parola di Fiagop onlus, la Federazione italiana delle associazioni di genitori oncoematologia pediatrica, ha organizzato a Napoli per il 15 e 16 febbraio, due giornate all’insegna della speranza e dell’informazione sull’importanza della diagnosi tempestiva: “Il cancro nei bambini è curabile, tuttavia una diagnosi tardiva diminuisce sensibilmente le possibilità di guarigione”.

Oggi 15 febbraio alle ore 11, centinaia di bambini e ragazzi delle scuole, hanno fatto volare in cielo tantissimi palloncini bianchi con la scritta “Di cancro infantile si può guarire: non perdiamo tempo”.

Sabato 16 febbraio alle ore 9:30, nel Palacongressi Oltremare, sala Stromboli, si terrà il convegno “Precocità della diagnosi in oncologia pediatrica”, a cui interverranno Pasquale Tulimiero, presidente FIAGOP e Andrea Biondi, presidente AIEOP (Associazione Italiana Ematologia Oncologica Pediatrica).

Ogni volta che in Campania si parla di tumore, non si può che pensare ai tanti bambini che si sono ammalati di tumore e che vivono in un territorio che non garantisce loro il diritto alla salute, un territorio saturo di veleni tossici, rifiuti industriali bruciati illecitamente per le strade, discariche abusive, tutto a causa di chi non ha vigilato e ha permesso il business dei rifiuti della camorra.

A Napoli il 6 febbraio, è stata approvata, all’unanimità, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Gaetano Pecorella, la relazione sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti in Campania. Dal resoconto, si evince che in Campania l’inquinamento ha prodotto “danni incalcolabili, che graveranno sulle generazioni future”. L’apparato amministrativo in Campania ha favorito “in larga parte interessi sostanzialmente illeciti.”

Quello che si legge nella relazione rappresenta il primo segnale di ammissione di responsabilità tanto atteso dai cittadini campani che subiscono le conseguenze di tutto ciò sulla loro pelle e che, da anni, denunciano a gran voce la disperazione di un popolo che convive con il terrore di ammalarsi di cancro per colpa di chi ha permesso che la camorra avvelenasse il proprio territorio.

Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il 4 febbraio scorso, ha presentato il Comitato scientifico per la registrazione oncologica della Campania, l’evento è coinciso con la Giornata mondiale contro il cancro promossa dalla UICC (Unione Internazionale Contro il Cancro).

Il Comitato è composto dai sette direttori delle ASL campane e dal direttore generale dell’Istituto Pascale di Napoli. Caldoro ha dichiarato: “In alcune aree del territorio italiano e per alcune fasce d’età, si registra una minore aspettativa di vita – ha aggiunto che sarebbe un errore – sia anticipare troppo i dati, sia far finta di nulla e dire che non ci sono rapporti diretti tra situazioni d’emergenza ambientale e bonifiche di alcune aree aggredite. Bisogna studiare ed approfondire, il che è compito del Comitato.”

Antonio Palagiano dell’IDV, candidato nella Lista Rivoluzione Civile e Presidente della Commissione d’inchiesta errori sanitari e responsabile sanità, ha commentato: “La Campania attendeva da tempo un registro tumori  in grado di determinare l’eventuale correlazione tra inquinamento ambientale e patologie tumorali.”

È la Campania, infatti, la regione italiana in cui si conta il maggior numero di decessi per tumori, ed è sempre in Campania che si registra la minore aspettativa di vita per chi si ammala di tumore. È questa la drammatica realtà resa pubblica l’8 gennaio dal Ministro della Salute Balduzzi attraverso la relazione finale del gruppo di lavoro del Ministero della Salute sulla situazione epidemiologica del territorio.

Si muore di più soprattutto nelle province di Caserta e di Napoli e i tumori maligni che più colpiscono la popolazione sono quelli al fegato, laringe, trachea-bronchi e polmoni, prostata e vescica.

Il ministro Balduzzi ha però posto l’accento su un particolare: “Ad oggi dagli studi non risulta un nesso causale accertato fra lo smaltimento dei rifiuti e la ripercussione sulla salute – ma ha anche aggiunto che – potenziali implicazioni sulla salute non possono essere escluse.”

Un’affermazione, quella del Ministro, dolorosa per chi ha visto morire di cancro le persone amate, consapevoli di vivere in un territorio violentato dalla camorra, vittima degli interessi personali e dell’indifferenza dello Stato, troppo spesso complice.

Duro, in quell’occasione, il commento del senatore del PD Ignazio Marino, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale: “Balduzzi sembra non conoscere, o almeno non prende in considerazione, la relazione che centinaia di studi scientifici pongono tra una sostanza come la diossina e l’insorgenza di tumori”. Marino ha ricordato che in Campania la mortalità per tumore è aumentata del 9% per gli uomini e 12% per le donne, e alcune forme di tumore (ai polmoni, allo stomaco, linfomi), che nel resto d’Italia sono in calo, in Campania, invece, sono aumentati anche dell’80%.

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