Campi Flegrei: livello di allerta da “base” ad “attenzione”

solfataraIl sistema di sorveglianza dell’Osservatorio Vesuviano evidenzia alcune variazioni nello stato di attività dell’area vulcanica di Campi Flegrei”. 

È quanto riportato dall’Osservatorio Vesuviano, la sezione di Napoli dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

L’ultimo bollettino della Protezione Civile, risale al 7 febbraio scorso e parla di “Lievi eventi sismici nell’area dei Campi Flegrei”, l’INGV, ha registrato uno sciame sismico con un Magnitudo massimo di 1,2. Nel periodo compreso tra il 29 gennaio ed il 5 febbraio 2013, sempre nei Campi Flegrei, sono stati registrati quattro eventi sismici di piccolo Magnitudo mentre il 30 gennaio si è verificato il picco più alto con un Magnitudo di 0,2, ad una profondità di 2 K.

L’11 gennaio si è svolto un Comitato Operativo, convocato da Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, con lo scopo di fare il punto sulle attività di Pianificazione di Emergenza Nazionale per l’area vulcanica del Vesuvio e dei Campi Flegrei.

È mutato, infatti, il livello di allerta, passato da “base” ad “attenzione”, in relazione ai dati portati a conoscenza della Commissione Grandi Rischi-Settore Rischio Vulcanico, dati che evidenziano una “variazione significativa dei parametri sismici, geochimici e di deformazione del suolo rispetto ai livelli ordinariamente osservati”.

Franco Gabrielli, in merito ha dichiarato: “Negli ultimi mesi si è registrato nella zona un’accelerazione dei movimenti attorno ai 3 cm al mese, un dato che è stato definito significativo e ha spinto gli esperti ad innalzare il livello d’allerta.”

Gabrielli ha anche spiegato che gli Enti Locali, entro giugno, dovranno aggiornare i Piani d’intervento e d’emergenza, in quanto, secondo nuovi studi, in caso di eruzione vulcanica, la ricaduta di cenere interesserebbe anche parte della città di Napoli: “In caso di evacuazione sarebbero circa 400 mila le persone interessate.”

L’attività vulcanica dei Campi Flegrei è continuamente monitorata sia per la sismicità, che per l’emissione di gas del suolo e delle fumarole; monitorata anche la deformazione del suolo, il così detto bradisismo, che causa variazione della crosta terrestre. 

Da sempre caratterizzata da questo fenomeno, l’area vulcanica dei Campi Flegrei, ha avuto l’ultima manifestazione importante nel periodo ’82-’84, con un sollevamento massimo complessivo di oltre 3 m.

Dopo un periodo di attività, poco rilevante, è iniziata una nuova fase più intensa, a partire dalla fine del 2005, con un picco nel 2012. Infatti, alla stazione GPS situata nel Rione Terra, a Pozzuoli, dove è stata rilevata la maggiore deformazione verticale, dal 2006 al 2012 si evidenzia un sollevamento complessivo di circa 18 cm, di cui 7 cm solo nel 2012.

L’aumento dell’attività sismica, caratterizzata in genere da sciami sismici, è proprio la conseguenza di una più intensa deformazione del suolo; dal 2006 si registra anche una costante crescita della temperatura alla fumarola della solfatara, sintomo di un aumento della componente magmatica.

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