Partito il progetto “Conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei”.

pompei-scaviPompei, sono iniziati i lavori per il salvataggio e la tutela di uno dei siti archeologici più importanti nel mondo, patrimonio dell’UNESCO dal 1997.

L’inaugurazione risale allo scorso 6 febbraio, il Commissario europeo per la Politica regionale, Johannes Hahn, alla presenza del Ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, il Ministro della Cultura Lorenzo Ornaghi, il Ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ed il Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, ha ufficialmente tagliato il nastro e dato il via al progetto denominato: “Conservazione, manutenzione e miglioramento del sito archeologico di Pompei“.

“Ho avuto un interesse personale nel far decollare questo progetto, mentre mi trovavo a Roma, ho sentito parlare del crollo della Casa dei Gladiatori nel mese di novembre 2010. Sono lieto che stiamo utilizzando fondi regionali dell’UE per contribuire a salvare un sito che è importante per il mondo intero, per l’Italia e soprattutto per la stessa regione Campania. Si tratta di una possibilità concreta non solo di contribuire a salvare qualcosa che fa parte dell’identità culturale europea, ma anche al rilancio dell’economia della Campania, attirando più visitatori creando dei nuovi posti di lavoro.” Ha dichiarato il Commissario Hahn il giorno precedente la cerimonia di apertura.

Come riportato nel comunicato stampa della Commissione Europea, “Grazie all’utilizzo di 41,8 milioni di euro di fondi regionali (FESR), parte di un finanziamento complessivo di 105 milioni di euro, il progetto potrebbe rivelarsi un modello per la regione e per il resto dell’Italia. Con l’aiuto di alcune delle più sofisticate soluzioni tecnologiche all’avanguardia si contribuirà alla conservazione del sito che è stato gravemente danneggiato nel corso degli ultimi anni”.

Il programma, prevede i seguenti obiettivi:
– consolidare le strutture del sito archeologico, a partire dalle aree classificate “ad alto rischio” ai sensi della Carta del Rischio archeologico;
– costruire una canalizzazione d’acqua e rete fognaria nella zona non scavata di proprietà dello Stato soprastante gli edifici antichi;
– attuare le necessarie opere di consolidamento, restauro e valorizzazione in linea con il metodo di conservazione programmata;
– migliorare la formazione del personale, lavorando sul posto per il SANP, Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei.

Le stime legate a questa iniziativa descrivono una crescita esponenziale del sito archeologico sia da un punto di vista di visitatori che, entro il 2017 potrebbero aumentare di almeno 300mila persone, che da un punto di vista di posti di lavoro e benefici delle attività commerciali ad esso collegate. Attualmente, il flusso di turisti che ogni anno visita Pompei è composto da 2,3 milioni.

Per la tutela del progetto sono state prese delle misure di sicurezza mirate a combattere la criminalità organizzata, prevalentemente di stampo camorristico, piaga aperta in molte parti della regione. Nell’ambito di questa iniziativa, la Commissione Europea, di concerto con le autorità italiane, ha nominato un prefetto speciale proveniente dal Ministero degli interni italiano, incaricato di vigilare sulla sicurezza e l’attuazione del piano nel rispetto della legalità.

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