Diversamente Moda alla settimana della moda di Milano.

diversamente modaDisabili sensoriali, motori, psichici e giovani stilisti per l’alta moda a Napoli.

“E’ il riconoscimento di anni di lavoro svolto nell’indifferenza generale.” Afferma Giuseppe Sannino, l’inarrestabile Presidente dell’ANIDA, l’associazione dei diversamente abili, che da tre anni porta avanti il progetto della sartoria di alta moda, in cui lavorano in maggioranza disabili.

La notizia è importante: Diversamente Moda, sarà presente alla Settimana della Moda di Milano, dal 20 al 26 febbraio 2013.

Il Presidente della manifestazione Boselli, si è impegnato a mettere in contatto il laboratorio napoletano con le Case di Moda, per possibili collaborazioni future. “Sembrava una pazzia: disabili sensoriali, motori, psichici e giovani stilisti che insieme producevano alta moda a Napoli. La prima sfilata si tenne nel 2010 al Castel dell’Ovo, l’ultima l’abbiamo tenuta nel suggestivo scenario di Napoli Sotterranea. Le foto hanno fatto il giro del mondo. Nessuno ci ha aiutato; le istituzioni, hanno solo promesso e mai mantenuto.” Il progetto è auto finanziato dai soci e ricerca sponsor per la manifestazione di Milano.

Ma il Comune non si era attivato per il progetto? Chiediamo.

“Si, l’assessore D’Angelo aveva aperto un confronto istituzionale per trovare i finanziamenti necessari allo start up della impresa. Ma mentre discutevamo, per una vecchia vertenza, l’assessore Tuccillo ci sfrattava dalla nostra sede di Piazza Cavour e De Magistris non ha voluto sapere ragioni.” Le difficoltà non hanno fermato l’ANIDA, che ha trovato sede in Via Tribunali 183 ed ha ripreso il suo impegno affianco ai disabili, che chiedono lavoro e rispetto. “Non parliamo della Regione e di tutto il tempo che ci ha fatto perdere l’Assessore Nappi.” Conclude Sannino. L’invito della Casa della Moda è una occasione importante per presentare il progetto ad una platea qualificata ed internazionale, dalla quale imparare e farsi apprezzare.

Buon viaggio a Diversamente Moda, li ritroveremo al ritorno, per sapere come è andata.

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