Si ferma il termovalorizzatore di Acerra. Ci attende una nuova emergenza rifiuti?

termovalorizzatore acerraIl 22 febbraio si spengono i forni del termovalorizzatore di Acerra, lo stop programmato di due settimane consentirà la manutenzione ordinaria dell’impianto, che già dal 9 febbraio, ha spento, sempre per manutenzione, una delle tre linee; il termovalorizzatore dovrebbe riprendere la sua attività di smaltimento di rifiuti il 9 marzo.

A fronte di questo periodo d’inattività, per scongiurare una nuova emergenza rifiuti, le province della Campania, che gestiscono il ciclo dei rifiuti attraverso le rispettive società provinciali, si sono dovute impegnare per organizzare un piano di stoccaggio provvisorio dei rifiuti.

Enrico Angelone, amministratore di SAPNA, Azienda ambientale della provincia di Napoli, attraverso un bando di gara, ha assegnato l’appalto per il trasporto e lo smaltimento di 20 mila tonnellate di rifiuti, l’equivalente di quello smaltito nell’impianto di Acerra in due settimane, solo per la provincia di Napoli.

La gara è stata vinta dall’unica società partecipante, ovvero la Srl Defiam di Serino, per un importo totale di 2.850.000 euro, 142,5 euro a tonnellata, finanziato con la tassa sui rifiuti, pagata dai cittadini, la tanto odiata Tarsu, ribattezzata Tares.

Una somma considerevole se si confrontano i prezzi a tonnellate con i rifiuti inviati ai termovalorizzatori olandesi per un importo di 113 euro a tonnellata.

L’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, ha rassicurato gli animi di chi immagina già una nuova crisi della raccolta dei rifiuti: “Non c’è alcun pericolo di emergenza rifiuti, si tratta di un fermo tecnico previsto e programmato da almeno dieci mesi.”

L’Assessore ha spiegato che negli impianti Stir di Giugliano, Caivano, Santa Maria Capua Vetere, Piano d’Ardine e Battipaglia, sono stati liberati gli spazi per la sistemazione provvisoria dei rifiuti.

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