Termovalorizzatore di Acerra: stop previsto da dieci mesi. Da dieci mesi l’ARPAC non fornisce dati sulla qualità dell’aria.

termovalorizzatore acerraIl 20 febbraio, Giovanni Romano, assessore all’Ambiente della Campania, in merito allo stop previsto di due settimane per il termovalorizzatore di Acerra, ha dichiarato che “Si tratta di un fermo tecnico previsto e programmato da almeno dieci mesi”, coincidenza, è proprio da dieci mesi, precisamente dall’11 aprile 2012, che ARPAC non aggiorna sul suo sito il “Monitoraggio qualità dell’aria ambiente nella zona acerrana”.

Il termovalorizzatore di Acerra, inaugurato il 26 marzo 2009 dall’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per far fronte alla grave emergenza rifiuti, è entrato a pieno regime nel 2010, bruciando nei propri forni, a oltre 1000 gradi, circa 1950 tonnellate d’immondizia ogni giorno.

Secondo l’ingegner Lorenzo Zaniboni, direttore della società di gestione dell’impianto Partenope Ambiente, “Presso il termovalorizzatore di Acerra vengono conferiti i rifiuti urbani risultanti dalla differenziata, o meglio quella parte non ulteriormente riciclabile, ma che può essere recuperata sotto forma di energia.” Una considerazione difficile da credere, considerando che nell’impianto sono conferiti rifiuti dall’intera regione, essendo, quello di Acerra, l’unico termovalorizzatore presente nel territorio campano, e soprattutto, tenendo conto che non tutti i comuni campani, compresa Napoli, applicano il sistema di raccolta differenziata porta a porta, l’unico mezzo in grado di limitare al minimo i rifiuti indifferenziati.

Attraverso lo strumento del Decreto Legge, nell’estate del 2008 si diede il via “all’obbligo di completamento del termovalorizzatore di Acerra, si consentiva inoltre di conferire nell’impianto, rifiuti urbani anche non compostati.”

“A tutela della popolazione e dell’ambiente, la Struttura del Sottosegretario per l’emergenza rifiuti, ha adottato il provvedimento n° 44 del 26/02/2009 con il relativo Piano di monitoraggio e controllo” con l’istallazione di un sistema di monitoraggio continuo del mercurio e un sistema di prelievo dei microinquinanti.

L’Agenzia regionale protezione ambientale della Campania (ARPAC) veniva incaricata dell’attività di verifica e controllo. Puntualmente, a partire dal 26 marzo 2009, l’ARPAC ha pubblicato sul suo sito tutti i dati del “Monitoraggio qualità dell’aria ambiente nella zona acerrana”. Ma l’aggiornamento dei dati, relativi al 6 aprile 2012, si è interrotto, per motivi che non ci è dato sapere, l’11 aprile 2012. 

Oggi scopriamo che lo stop al termovalorizzatore è stato programmato da tempo per manutenzione ordinaria, i più maliziosi pensano che è una strana coincidenza, ma i cittadini e le Associazioni, che da sempre dicono no al mostro, sono preoccupati.

Gli abitanti di Acerra sono ormai stanchi di non essere ascoltati e di vedere la loro protesta contro il mostro minimamente considerata. Il termovalorizzatore crea energia elettrica dai rifiuti, due problemi risolti in un sol colpo, ma allora perché i cittadini protestano? Semplice, perché il termovalorizzatore non è altro che un inceneritore che sprigiona nell’aria diossina, attraverso i fumi di scarico dispersi nell’atmosfera circostante e che si deposita al suolo anche a chilometri di distanza.

La diossina è una sostanza altamente pericolosa per la salute, causa tumori e malformazioni, e anche se la legge prevede una soglia massima di dispersione di sostanze inquinanti per gli impianti a regime, è bene sottolineare che non esiste una soglia minima di sicurezza per le diossine, che sono nocive all’uomo a qualsiasi livello di assimilazione, come dimostrato dallo studio di US Enviromant Protection Agency.

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