Alla scoperta dei Campi Flegrei. Un itinerario tra mare, laghi e cultura.

Campi Flegrei di Johann Wolfgang Goethe.

“Una terra col solo respiro delle pietre, deserta, con acque in ebollizione,
coi resti di una storia disegnata nei vulcani spenti e semispenti; la regione
più meravigliosa del mondo sotto il cielo più puro ed il terreno più infido.”

 

campiflegreiI Campi Flegrei (dal greco flègo: brucio, ardo – ndr), situati a nord-ovest di Napoli, comprendono i comuni di Pozzuoli, Quarto, Bacoli e Monte di Procida, da sempre terre uniche che hanno accolto miti e leggende, rappresentano oggi un’inestimabile fonte di testimonianze antiche ed un patrimonio geologico tra i più studiati del pianeta.

Nei Campi Flegrei, il turismo archeologico ed il turismo natura sono sicuramente dominanti, ma anche l’alto valore scientifico dei campi vulcanici, con fenomeni secondari come il bradisismo, le numerose fumarole e le sorgenti termali è, per quanto collegato ad un pubblico esperto e di nicchia, un forte attrattore.

È proprio il bradisismo, il periodico abbassamento o innalzamento del livello del suolo, che ha affascinato il mondo. Questa potente attività terrestre, che ancora oggi desta molta preoccupazione, oggetto di studio da parte dell’Osservatorio Vesuviano, nel tempo ha mutato la linea del paesaggio dei Campi Flegrei.

A Pozzuoli, la misura di questo ampio movimento è stata rilevata sulle colonne del Tempio di Serapide, parzialmente sommerse fino al 1983, che oggi torreggiano sopra il livello del mare riportando ancora i fori di litodomi, molluschi bivalve detti datteri i mare. Nel comune campano si trovano molti reperti di grande valore storico, tra questi l’Anfiteatro Flavio, il terzo in Italia per ordine di grandezza, ed i resti del Rione Terra, il primo nucleo abitativo risalente al II secolo a.C.

Seguendo il suggestivo tratto panoramico e passando dal lago d’Averno, si raggiunge Baia, frazione del Comune di Bacoli che si estende tra Punta Epitaffio e Punta Lanterna, dove si trova il Castello Aragonese, sede del Museo Archeologico dei Campi Flegrei. L’insenatura di Baia, il cui nome è legato al leggendario viaggio di Ulisse che nel luogo seppellì il suo compagno Bajos, custodisce, sotto le sue acque, il Parco Archeologico sommerso, una vera e propria area marina protetta dove, in buono stato di conservazione, sono visibili i resti del complesso romano Palatium, ricco di elementi architettonici e quelli del Portus Julius la maestosa opera portuale collegata, attraverso un canale navigabile, ai laghi di Lucrino e d’Averno.

Proseguendo nel Golfo di Pozzuoli, si arriva a Bacoli, dove troviamo le Cento Camerelle, conosciute anche come le “Prigioni di Nerone”, imponente costruzione composta da cisterne scavate nel tufo. Ancora nel Comune di Bacoli è visibile la suggestiva Piscina Mirabilis, la più grande cisterna romana di acqua potabile mai realizzata, costruita nel periodo Augusteo.

A Miseno, sul lato nord-ovest del Golfo di Napoli, il monumento più importante è il Sacello degli Augustali un santuario composto da tre ambienti che oggi, sempre a causa del bradisismo, è semi sommerso. Svelato nel 1967, nel suo interno, furono trovate statue di Vespasiano, Nerva, Tito, dell’Abbondanza, e di alcune divinità tra cui, Asclepio, Apollo e Venere, oggi esposte nel Museo Archeologico dei Campi Flegrei.

Quello che rende unica la scoperta di questi territori è la congiunzione di stupefacenti realtà: un sito archeologico sommerso, uno terrestre, visceralmente legato e parallelo a quello che continua a risplendere dal fondale marino, una riserva naturalistica subacquea e tutto intorno, una natura viva e prorompente.

È questo il Turismo nei Campi Flegrei, un’esperienza unica al mondo.

 

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