La Posta di PassionTime: le preoccupazioni di una madre, l’ingenuità di una figlia.

madri e figlie“Vi scrivo per sfogarmi, per esternare la mia preoccupazione definita, sopratutto da chi mi ama, assurda ed eccessiva. Ma io non dormo la notte e sto iniziando a chiedermi se davvero sono io quella sbagliata. Ho una figlia di 30 anni, Chiara, è molto bella, non solo agli occhi di mamma, è una modella. Dovrei rallegrarmi perché è sana, ha successo nel lavoro e da poco tempo dice di aver trovato l’amore, ma non è così. Sta con un ragazzo poco più grande di lei, uno molto presente, troppo per i miei gusti. Secondo voi è normale che se lei per una mezz’ora non si fa sentire, o non manda un sms, lui le telefoni dicendo, in tono abbastanza duro: “Allora? dove eri finita?”. Mario, così si chiama, si descrive innamoratissimo, vuole sposarla, vuole dei figli, vi sottolineo che si conoscono da un mese. Arco di tempo in cui mia figlia ha letteralmente abbandonato la sua vita e le sue amicizie. Voi direte, ma è normale… lo abbiamo fatto tutti di tuffarsi a capo fitto nelle storie d’amore, così commenta anche mio marito. Ma credetemi, non è questo il caso. Io sto parlando di un isolamento innaturale, una condizione dovuta prevalentemente alla morbosità di lui, che vuole un rapporto a due h24, che si permette di spegnerle pure il cellulare quando stanno insieme. Quindi sempre. Per fortuna che l’ Agente di Chiara telefona a me così gli appuntamenti di lavoro, almeno quelli, si sono salvati. Lui l’ha anche accompagnata ad un casting e ad una sfilata, ma puntuale come mi aspettavo, da qualche giorno, ha iniziato a mettere sotto la lente anche il lavoro di modella. Ha preteso di conoscere, fin nei minimi dettagli, la sua agenda di appuntamenti, le ha censurato tutte le attività fuori Roma ed un contratto per una famosa linea di lingerie femminile. “Non voglio certo che la gente ti veda in mutande! “, le ha detto, o meglio, urlato in faccia nel giardino di casa nostra. Lui la ama tanto, lo ripete continuamente, ma la sta incatenando. Vorrei che mia figlia fosse felice ma lei, ne sono certa, non lo è. O almeno non più, come all’inizio, prima che lui mettesse i paletti e facesse scenate di gelosia. Scenate che sono sempre più forti. Io mi sto preoccupando molto, sopratutto perché i delitti di cui stiamo leggendo sui giornali, quelli verso le donne, il femminicidio, sono tutti uniti dal filo della perversa gelosia. La paura, che mi toglie il sonno, che le amiche più care e mio marito, definiscono eccessiva, è che anche mia figlia potrebbe diventare una vittima. E se lei prima o poi non volesse restrizioni nel suo lavoro? Nella sua vita? Se si stufasse di lui e dei suoi modi? Se lo lasciasse? Ecco io vivo nel terrore che potrebbe accadere una tragedia. Ho iniziato a metterla in guardia, con buone maniere e senza essere invadente. Con garbo, anche per non ottenere la reazione di chiusura, cosa di cui Chiara sarebbe capace, puntualizzo certe sgradevoli situazioni che si sono verificate anche a casa nostra. Ma cosa posso fare, oltre, secondo voi? Solo sperare di sbagliarmi? Sono eccessiva e pessimista? Le storie di cronaca che leggo con tanta attenzione mi hanno condizionata? Grazie di questo spazio che date ai lettori. Chissà se pubblicherete la mia lettera, quella di una mamma matta d’amore che sta pensando anche di andare un un’agenzia investigativa e far seguire sua figlia, per proteggerla.”
L.

Ciao L. e grazie per averci scritto. Voglio prima di tutto rassicurati dicendoti che le preoccupazioni di una madre non sono mai vane. Esiste un legame particolare tra genitore e figlio, quasi alchemico, quasi sensitivo. Le madri è come se avvertissero ciò che accade con il cuore, oltre che con la mente, è come se capissero che c’è qualcosa che non va semplicemente guardando gli occhi del figlio.

Purtroppo però i giovani sono così, incoscienti, appassionati, innamorati. E gli errori sono il male più lungo da comprendere. I consigli non vengono mai ascoltati, percepiscono la realtà solo attraverso i loro occhi ingenui.

Chi guarda le situazioni dall’esterno riesce a percepire sfumature diverse, più vere, più disinteressate, chi invece le vive dall’interno, subendole sulla propria pelle, è come se avesse dei paraocchi che filtrano il male trasformandolo in bene, anche quando non lo è. Tu pensi che il fidanzato di tua figlia non sia la persona giusta per lei, che le tarpi le ali, che le tolga la libertà di essere una bella donna, di avere un lavoro appagante, lei invece lo guarda con gli occhi dell’amore e non percepisce ciò che per te è al contrario chiarissimo. Ma tua figlia è giovane, e da giovani gli errori si comprendono solo quando iniziano a fare veramente male, la verità diventa tale solo quando il dolore vince su tutto.

Siamo testardi e appassionati, non accettiamo i consigli da chi ci vuole bene per poi dire “avevi ragione, ma dovevo arrivarci da solo”.

Non voglio darti consigli, una madre sa quello che deve fare, sempre. Mi sento solo di dirti di non pressare troppo tua figlia su questa questione, finiresti solo per allontanarla, cerca di starle vicino appoggiando ogni sua scelta, avere la sua fiducia è importante. Se lei sa che l’appoggi, ti racconterà tutto, se invece crede che la ostacoli, inevitabilmente si chiuderà in se stessa, e sarà peggio.

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