Camorra. Strage di San Martino, dopo 24 anni giustizia è fatta.

tribunaleDopo 24 anni finalmente giustizia è stata fatta. Ne sono dovuti passare di anni dalla “strage di San Martino”, nel quartiere Ponticelli a Napoli, per fare chiarezza sul caso. L’11 novembre del 1989, davanti al bar Sayonara, erano sei le vittime uccise, quattro delle quali innocenti perché estranee alla faida tra clan.

Tutto fu deciso dal clan camorristico dei Sarno, per vendicare la morte di uno dei propri affiliati. Messo in atto da membri del clan Aprea per colpire il gruppo rivale capeggiato dal boss Andrea Andreotti, l’eccidio avvenuto aveva come obbiettivo Antonio Borrelli, fedelissimo del boss, e Vincenzo Meo, ma assieme a loro furono uccisi anche Gaetano De Cicco, Domenico Guarracino, Salvatore Benaglia e Gaetano Di Nocera, che si trovavano vicino a loro ai tavolini del bar.

Molti anni sono passati dal massacro prima che un muro di omertà venisse abbattuto e che ci fossero gli elementi per andare a dibattimento. A raccontare dell’agguato sono stati i fratelli Vicenzo e Ciro Sarno, ex capoclan, diventati collaboratori di giustizia. “Non volevo che venissero colte persone innocenti. E’ una strage che ancora mi pesa anche in ragione del fatto che, sebbene io sia stato il mandante dell’azione, di certo non volevo gli esiti che poi si sono avuti” aveva detto al pubblico ministero Ciro Sarno.

Undici le persone condannate all’ergastolo: Ciro, Antonio e Giuseppe Sarno; Giovanni, Ciro e Gennaro Aprea; Vincenzo Acanfora; Luigi Piscopo; Gaetano Caprio; Roberto Schisa; Pacifico Esposito. Ad altre sei, collaboratori di giustizia, è stata inflitta una pena che oscilla tra i sedici e i diciotto anni di reclusione. La sentenza di primo grado è stata emessa dalla Corte d’Assise, presieduta da Carlo Spagna, che ha accolto quasi del tutto le richieste del pm Vincenzo D’Onofrio. I condannati dovranno versare inoltre una provvisionale di 100.000 euro a ciascuna parte civile.

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