Bradisismo: a Città della Scienza si discute su come trasformarlo da rischio in risorsa.

rischio sismico convegnoLa Città della Scienza ha ospitato, domenica 3 marzo, un  convegno sul fenomeno del bradisismo, analizzato sia come fenomeno geologico sia come evento dalla notevole portata storica, che fa sentire ancora i suoi effetti sulla città di Pozzuoli ed i Campi Flegrei. L’iniziativa è stata realizzata con la collaborazione dell’associazione Lux in fabula e vi hanno preso parte esperti di geologia e geofisica, tra cui il professore Giuseppe Di Natale, dell’Istituto Nazionale di geologia e vulcanologia, Sezione di Napoli ( Osservatorio Vesuviano ).

A partire dal 2005 ad oggi, il territorio puteolano, a causa del bradisismo, è interessato da una ripresa del sollevamento del suolo, senza dubbio più lento rispetto a quello degli anni Settanta, che vide lo sgombero del Rione Terra e di altri edifici, tuttavia continuo. Il suolo, infatti, si sta innalzando di circa 2 cm all’anno.

Il professor Di Natale durante il suo intervento, ha affrontato la questione del “Campi Flegrei Deep Drilling Project”, un progetto finanziato da importanti comitati internazionali, tra cui quelli di Stati Uniti, Regno Unito, Finlandia, che studiano il fenomeno e cercano di capire quali siano le reali cause del bradisismo. Il Progetto, uno dei più importanti del decennio, fa dell’area “un grande laboratorio naturale per lo sviluppo e la sperimentazione di tecnologie di salvaguardia ambientale e sviluppo sostenibile”.

La città di Napoli si trova geograficamente in una zona molto particolare, ad ovest l’area dei Campi Flegrei, ad est l’area vesuviana. Entrambe sono zone rosse, ad alto rischio sismico. E’ fondamentale, dunque, che vi sia un dialogo tra l’amministrazione napoletana e quella dei comuni interessati a tali fenomeni.

Attualmente, non esiste un legge nazionale che definisca cosa sia un’area ad alto rischio sismico e cosa fare in caso di emergenza. Esiste soltanto una legge regionale specifica per l’area vesuviana, “La quale non può essere applicata sic et simpliciter” continua Di Natale, “all’area flegrea”. Tra l’altro tale legge si basa sul principio di deurbanizzazione, soluzione non certo efficace in zone a così alta densità di abitanti. Da qui l’importanza di preparare un piano di evacuazione, di messa in sicurezza degli edifici e delle infrastrutture, una razionalizzazione della rete viaria ed avviare parallelamente un decongestionamento degli agglomerati urbani. Investimenti per migliorare il territorio, con duplice effetto: renderlo al contempo più bello e più sicuro.

Altro tema di grande interesse trattato durante il convegno: l’energia geotermica come risorsa economica per lo sviluppo dell’area. La costruzione di impianti geotermici non rappresenterebbe un trauma per le popolazioni abitanti la zona, perché avrebbero un impatto ambientale nullo e un impatto paesaggistico basso. L’area flegrea è una delle zone a più alto gradiente termico d’Italia. E’ questa una, di certo non l’ultima come importanza, delle tante risorse ancora inutilizzate, che porterebbe alla realizzazione di centinaia di migliaia di posti di lavoro e che non avrebbe mai da temere la spettro della crisi.

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