Una pioggia di comete per il 2013. Oggi 10 marzo saranno visibili Panstarrs e Bressi.

cometa_halleyIl 2013 è un anno magico per gli astrofisici. Asteroidi e comete sfrecceranno nei cieli nel nostro emisfero. Dall’inizio dell’anno, si sono già alternate la cometa C/2012 K5 Linear e due asteroidi: Apophis (300 metri di diametro) e l’asteroide 2012 DA14 (50 metri di diametro) avvistati rispettivamente il 9 gennaio ed il 15 febbraio scorso. A giorni comparirà la cometa Panstarrs visibile dal 10 marzo a metà aprile, già denominata la cometa di Pasqua, dal 10 marzo la C/2012 T5 Bressi, a metà aprile la cometa Lemmon ed infine la Ison da ottobre a gennaio 2014, denominata la cometa di Natale.

La Panstarrs passerà a circa 50 milioni di chilometri dalla Terra, una distanza pari a un terzo di quella che in media separa la Terra dal Sole. Sarà facile da distinguere ad occhio nudo dall’emisfero australe e successivamente da quello boreale, visibile di sera subito dopo il tramonto poi, si allontanerà rapidamente dal Sole. Per osservarla bisognerà guardare verso Ovest, mettendo a fuoco la costellazione Pesci dove il corpo celeste sarà individuabile, in seguito, si dirigerà nella costellazione di Pegaso fino a solcare le stelle di Andromeda a fine marzo.

La cometa C/2012 T5 Bressi sarà bassissima sull’orizzonte Est e forse non percepibile ad occhio nudo. La sua altezza nel cielo andrà rapidamente aumentando anche se, la sua luminosità, andrà diminuendo altrettanto rapidamente.

La cometa Lemmon esordirà gradualmente nel cielo boreale a cominciare dalla metà di aprile, sollevandosi pian piano sempre di più, per manifestarsi poco prima dell’alba, a fine mese; per osservarla basterà un binocolo.

La Ison dovrebbe essere la cometa più bella degli ultimi 100 anni divenendo molto brillante al passaggio del perielio. Dovrebbe essere evidente anche in pieno giorno e di notte potrebbe essere più luminosa della Luna piena. Nel mese di dicembre sarà ben visibile dall’emisfero Nord poi la sua luminosità inizierà gradualmente a diminuire. Questa cometa non è periodica e non è mai passata nella nostra galassia. È importante dal punto di vista scientifico perché porta con sé le molecole originarie del sistema solare, molte di natura organica, mai evaporate a differenza delle altre comete che le hanno ormai perse durante il loro peregrinare cosmico. Proprio per questa sua peculiare caratteristica, i principali telescopi del mondo, hanno già programmato di puntare i loro sofisticati occhi per ammirare la sua luminescente coda e analizzarne la composizione chimica. Quest’anno sono previste anche due eclissi parziali di luna la prima, il 25 aprile e l’altra il 19 ottobre che sarà  una eclissi di ‘penombra’. “La Terra – spiega l’astrofisico Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope – proietta nello spazio la sua ombra e una penombra, dovuta all’atmosfera terrestre, la luna passerà in questa penombra e si noterà appena un calo di luce del nostro satellite”. Da non mancare anche gli appuntamenti con le stelle cadenti: e le geminidi, il 13 e il 14 dicembre e le perseidi, il cui picco è previsto l’11 e il 12 agosto.

L’asteroide Apophis è ritenuto dagli astronomi potenzialmente a rischio d’impatto con la Terra per il suo previsto passaggio ravvicinato del 2036. L’asteroide tornerà anche nel 2029, a una distanza di sicurezza di 35.000 chilometri dal nostro pianeta.

Appuntamento, quindi, al 10 marzo a “rimirar le stelle”.

 

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