8 Marzo 2013. La Giornata Internazionale della Donna vista dalle Donne della Redazione di NapoliTime.

donneBuona Giornata Internazionale delle Donne. Vivetela come meglio vi pare, #NapoliTime

Nel 1977, l’Assemblea Generale dell’ONU, ha dichiarato l’8 marzo come Giornata Internazionale per i Diritti delle Donne e della Pace Internazionale. Per me l’8 marzo è questo: un evento sociale fatto di condivisione, esperienze, incontri a tema e riflettori accesi su tutto quello che ancora le donne NON hanno. Il mio augurio per tutte NOI è che da questa giornata nascano nuovi stimoli e spunti per sottolineare l’importanza della parità di diritti tra uomini e donne. Non mi piace il termine festa, non mi piace vedere né l’invadenza del consumismo né le rimpatriate tra amiche. Vorrei che anche il 9, il 10 marzo e così scorrendo per 365 giorni, fossero concepiti per rivendicare i diritti fondamentali delle donne ancora oggi calpestati nel mondo, nel nostro Paese e nelle nostre città.

Margherita M.

Per non generalizzare, né banalizzare, ammettiamo per un secondo che l’8 Marzo sia davvero l’unico giorno “speciale” per noi donne. Se per assurdo fosse davvero così, non potrei certo lasciarmi sfuggire l’occasione di esprimere qualche desiderio sperando che questo venga esaudito entro la mezzanotte… Gradirei la smettessero di definirmi il sesso debole e da proteggere, meno chiacchiere circa gli atti di violenza sulle donne e più iniziative e sanzioni per prevenirli. E poi, avete idea di quanta forza abbia una donna? Non parlo solo della forza fisica, che comunque a dispetto di qualunque pensiero maschilista c’è, eccome. Senza essere di parte, noi donne siamo creature davvero straordinarie, deliziose, intelligenti e di carattere. E’ vero, ci sono donne che puntano tutto sul proprio corpo e ne permettono la strumentalizzazione, ma a mio parere, anche in quel caso, bamboline di porcellana senza cervello non è la definizione appropriata, magari è più corretto dire che non tutte le donne hanno la D maiuscola. Vorrei che a rappresentarmi non vi fosse un semplice fiore bensì una quercia secolare. Mi piacerebbe essere sempre rispettata e apprezzata nel mio lavoro per le mie capacità e senza mai dover scendere a compromessi. Infine, vorrei essere amata dal mio compagno ogni giorno con la stessa intensità non tanto per la dolcezza, gli occhioni grandi e le belle gambe…. Vorrei si innamorasse più dei miei sentimenti, dei sogni, delle paure, dei capricci e degli sbagli, vorrei fosse in grado di “spogliarmi l’anima”.  Auguri e un abbraccio a tutte le donne! Perché “Le donne lo sanno” (L. Ligabue).

Valeria I.

Andiamo, chi di noi donne l’otto marzo, non si aspetta delle mimose? Diciamo che è diventato tutto un pretesto per festeggiare, per uscire con le amiche, per farsi idolatrare dal proprio compagno. A parer mio è una farsa. La donna diventa, solo per un giorno, la protagonista di tutto. Stiamo scherzando? Solo per un giorno la si “accontenta”, si finge di “adorarla”. Negli anni addietro, molte donne hanno lottato per affermare una propria indipendenza, un loro ruolo attivo nella società; hanno combattuto per la parità dei diritti, diritti non solo economici, ma sopratutto del loro essere, dell’anima! Oggi ci siamo noi che dobbiamo stringere i denti e portare avanti quella battaglia che ancora non si è conclusa; illusi, sono quelli che pensano il contrario. Non dateci per scontato. Mai! Ci alziamo al mattino, anche dopo una nottata insonne, per lavare, stirare, cucinare, accudire figli e lavorare, spesso sottopagate. Ma anche quando il mondo ci rema contro, anche quando tutto ci sembra nero, anche quando tutto è nero veramente, anche quando siamo cadute molto in basso oggi, così come allora, ci rialziamo e sempre ci rialzeremo. Questa è la nostra forza e questa è la forza che i maschi dovrebbero apprezzare, capire e stimare, non disintegrare. Perché noi partoriamo donne come noi e maschi, che a volte non riescono a diventare uomini.

Emme G.

Protagoniste per un giorno? No grazie.
La data dell’ 8 marzo è nata per ricordare una strage femminile del 1908 e poi fissata come giornata dedicata alle donne, quest’anno sembra avere una valenza maggiore a seguito del perpetrarsi degli omicidi rosa. Sebbene per ogni donna sia una giornata come le altre, dove i ritmi quotidiani si susseguono vorticosamente, forse arriveranno dei doni, ma non sarà quella mimosa, o quel cioccolatino che renderanno le donne più ricche di quel qualcosa che è già scritto nel loro DNA. Protagoniste per un giorno? Io dico “No grazie” perché sembra un controsenso in termini se da una parte si festeggia e dall’altra si uccide ancora; per me non ha senso. Ha invece senso dedicarsi una pizza con le amiche, in qualsiasi giorno dell’anno e non perché sia una data fissata da altri, per poter essere semplicemente donne e non intrappolate in un ruolo istituzionale .

Laura S.

Appena 17 anni fa, il primo gennaio 1996 entrava in vigore la legge sulla parità dei sessi, l’uguaglianza sul lavoro per uomini e donne. Si conquistava la dignità di essere donna, un essere umano con gli stessi diritti dinanzi alla legge. Ciò che oggi diamo per scontato, solo una manciata di anni fa non era previsto neanche per legge. Sulla carta è stata una conquista, ma nei fatti? Uomini e donne sono diversi tra di loro, ma sono indispensabili l’uno per l’altra, per un completamento dell’intelligenza, della forza, della praticità, della compassione, della carità, dell’amore, che va al di là del rapporto di coppia, ma si concretizza nella società, tra colleghi, amici, partiti politici, e ovunque ci si scontri e ci si confronti tra donne e uomini. Il mio augurio va alle donne musulmane, quelle con il burca, a cui è negata la bellezza dell’amore col rispetto reciproco e con gli stessi diritti tra donna e uomo.

Monica A.

Ci sono stati anni in cui mettevo il muso se non mi regalavano le mimose; poi qualcuno mi ha spiegato il significato dell’8 marzo e perché dovevo fermarmi a pensare alle donne in quel giorno e da allora la mia prospettiva è cambiata. Quest’anno è un anno speciale, forse difficile, in cui festeggio le mie “sorelle” donne: quelle che scappano per salvarsi dalla violenza, quelle che restano in una vita che non è la loro ma  che lottano per cambiarla. Quelle che sono donne tutto l’anno, che ridono anche quando vorrebbero piangere, che sanno amare e non chiedono di essere amate, perché sanno di meritarselo, un amore tutto per loro. Sorelle dunque, non nella fede né per il sangue, ma in quella carne che ci rende uguali pur restando diverse. Nella nostra natura di creatrici di vita, nei nostri passi a volte pesanti sui tacchi…con i sacchetti della spesa o il portatile… auguri! “Voglio aver cura di te, perché così facendo, mi prenderò cura anche di una piccola molecola di me” (Franco Battiato).

Monica L.

Lascia un commento

20 − 7 =

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.