Muore a 92 anni Teresa Mattei. Propose la mimosa come simbolo dell’8 marzo.

teresa-matteiIl 12 marzo 2013, all’età di 92 ani, è deceduta Teresa Mattei, colei che propose la mimosa come fiore simbolo della festa della donna.

E’ morta poco dopo l’8 marzo, Giornata Interazionale della Donna, l’ultima grande femminista appartenuta al XX secolo quando la presa di coscienza delle donne iniziò ad emergere. Determinanti furono i primi anni del secolo scorso, con il movimento delle suffragette che tanto si batterono per il diritto di voto, per il diritto di poter esprimere una volontà che purtroppo, ancor oggi è negata in alcuni Paesi nel mondo.

La sua forza passava attraverso le parole e la capacità di trovare, nelle cose semplici, quei simboli che davano alle donne coscienza del loro potenziale, parole che ai nostri giorni sembrano essere sbiadite perché troppo spesso sostituite da valori legati all’immagine femminile e la propaganda di questa molto lontani dal femminismo.

La partigiana, membro dell’Assemblea Costituente della novella Repubblica Italiana lottò per i diritti delle donne battendosi per l’articolo 3 della costituzione rivolto all’uguaglianza, davanti alla legge, senza distinzioni di sesso razza e religione Teresa Mattei, venne soprannominata “La ragazza di Montecitorio” essendo la più giovane tra le 21 donne partecipanti alla stesura della Costituzione Italiana.

La sua spiccata personalità si evidenziò a partire dal 1938 quando fu espulsa da tutte le scuole del Regno per il rifiuto di assistere alle lezioni per la difesa della razza; cacciata anche dal PCI per essersi dichiarata contraria alle linee staliniste intraprese da Togliatti. Una frase, in particolar modo, la identifica: “La cosa più importante della nostra vita è scegliere da che parte stare”.

Laureata in filosofia a Firenze era stata partigiana con il nome di battaglia “Chicchi”, torturata dalle SS, segretaria dell’ufficio di presidenza del PCI, nel 1966 presidente della Cooperativa Monte Olimpino per la produzione di film realizzati dai bambini, ai quali era solita dire: “Voi dovete essere meglio di noi, voi siete il futuro. Difendete la nostra costituzione, battetevi per un’Italia fondata sulla giustizia e sulla libertà”.

 

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