A Secondigliano il primo impianto di compostaggio, ci lavoreranno i detenuti.

compostaggioNapoli, 10 marzo 2013 – A Secondigliano nei pressi del carcere, sarà realizzato il primo impianto di compostaggio per il trattamento dell’umido, precisamente , per decisione della commissione comunale ambiente che, il 7 marzo,  si è espressa favorevolmente sulla realizzazione dell’impianto, che servirà per smaltire i rifiuti umidi provenienti dalla raccolta differenziata, e produrrà il compost, un fertilizzante ricavato da un sistema a emissioni zero che non graverà sulla spesa comunale.

Il progetto è stato fortemente voluto dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, che ha trovato la collaborazione della società Asia, che si occupa della raccolta dei rifiuti urbani sul territorio napoletano. Il presidente di Asia, Raffaele Del Giudice, presentando il nuovo progetto pilota, ha dichiarato: “Si tratta di un impianto intorno alle 4000-5000 tonnellate, assolutamente non simbolico, che si innesta in una chiusura di un perimetro virtuoso”.

Del Giudice ha ricordato i dati della raccolta porta a porta nella zona di Napoli, spiegando che si è raggiunta la cifra di 300 mila abitanti interessati, e là dove non viene ancora utilizzato il sistema della raccolta dei rifiuti porta a porta, non si può comunque non sottolineare che esiste comunque la raccolta differenziata, con l’utilizzo degli appositi contenitori: “La raccolta differenziata c’è a Napoli, il porta a porta lo stiamo estendendo, ma la raccolta differenziata già adesso si fa su tutta la città”.

L’assessore all’Ambiente, Tommaso Sodano, ha dichiarato: “La sfida dell’impianto di compostaggio è la sfida per abbandonare definitivamente una stagione fatta di emergenze, di mancanza d’impianti e di un ciclo che non si è mai chiuso perché incentrato esclusivamente su inceneritori e discariche”. Sodano sostiene che l’obiettivo da raggiungere entro la fine del 2013 per la raccolta porta a porta è di almeno 500 mila persone: “Con l’aggiudicazione della gara avvenuta proprio in questi giorni, estenderemo ad altri 100 mila abitanti la raccolta differenziata porta a porta, e per fine anno, avremo un’altra disponibilità di risorsa giunta dal Ministero dell’Ambiente, che ci consentirà di estenderla ad altri 120 mila abitanti”.

La realizzazione dell’impianto di compostaggio ha anche un risvolto sociale, infatti, ci lavoreranno anche alcuni detenuti del carcere vicino e che saranno alle dipendenze della Cooperativa Sociale Secondigliano Recuperi. Danilo Risi, assessorato all’Ambiente, ha commentato la scelta dei detenuti per la realizzazione del compost: “Realizzeremo del compost che sarà poi commercializzato e che verrà imbustato da questa Cooperativa sociale che lavora nel carcere, il valore aggiunto di questo progetto è che ci lavoreranno lavoratori detenuti all’interno del carcere”. Risi ha anche illustrato il risparmio in termini economici per il comune di Napoli: “Un impianto di compostaggio di 3000-6000 tonnellate, farà risparmiare in termini di raccolta e di smaltimento, da 500 mila a 800 mila euro l’anno, ad Asia e quindi a cascata anche ai cittadini napoletani”.

Il direttore del carcere di Secondigliano, Liberato Guerriero, giudica positivamente il progetto, spiegando che è proprio compito delle istituzioni dare delle opportunità ai detenuti per il reintegro nella società per “riprendere a vivere nel rispetto delle regole con un’opportunità di lavoro, anche imparando un mestiere”.

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