Papa Francesco I, rigore e preghiera.

papa francescoStato Vaticano 13 marzo 2013. Il Cardinale Jorge Mario Bergoglio è salito al soglio pontificio con il nome di Francesco I. Al quinto scrutinio è stato decretato il nome del nuovo papa, che si insedia dopo Benedetto XVI eletto con 4 scrutini. Lo scrutinio più breve, di soli 3 giorni, è stato per Leone XIII e Pio XII, mentre il record per il più lungo resta quello del 1270 a Viterbo per la nomina di Gregorio X; dopo 19 mesi di sede vacante, la città rinchiuse letteralmente i cardinali nel palazzo papale, li mise a pane ed acqua e scoperchiò il tetto.

Il Papa, per la prima volta non europeo, venuto dai confini del mondo, come Lui stesso ha commentato nel discorso di apertura del suo pontificato, ha 76 anni (nato l’ 11 settembre 1936) è un gesuita argentino di origini piemontesi (il bisnonno è nato a Portacomaro in provincia di Asti) ed è arcivescovo di Buenos Aires.

Il suo primo atto? Pregare per il vescovo emerito Benedetto XVI, un Padre Nostro, un Ave Maria e un Gloria Padre nelle quali evidenzia tutta la fermezza dell’orazione unitamente al pensiero rivolto sempre verso gli altri. Poi una richiesta, quella di pregare, in silenzio per lui, il Signore, per infondergli lo spirito necessario a portare avanti questo arduo compito di Padre della Chiesa. La folla in Piazza San Pietro ha raccolto l’invito restando in silenzio assoluto.

Nel suo discorso anche parole come cammino di fratellanza, amore, preghiera per il mondo intero e l’augurio dell’evangelizzazione che comporta la diffusione della dottrina evangelica con la predicazione. Forza della fede e della preghiera, le armi spirituali che lo aiuteranno ad affrontare l’anno della fede indetto da Benedetto XVI. Altra novità è stata la proclamazione della Indulgenza Plenaria che libera per intero dalla pena temporale, dovuta per i peccati.

Il cardinale Bergoglio, dal carattere schivo, rifugge la mondanità, utilizza mezzi pubblici ed ha sempre rifiutato incarichi episcopali, proprio per non essere distolto dall’impegno verso i suoi fedeli, nonché amante del tango. Proverbiale la sua sobrietà che quotidianamente manifesta iniziando la giornata alle 4 del mattino. La sera, dopo aver cenato con un tè ed un frutto, si corica non oltre le 9 e mezzo. Il suo nome è stato un’ancora di salvezza durante la dittatura militare da parte di religiosi e di laici che lui stesso ha salvato dalla tortura ed ancora oggi è sempre disponibile per i suoi preti che possono chiamarlo a tutte le ore, anche nel cuore della notte. La sua dedizione è totale verso i poveri e coloro che combattono le iniquità delle autorità del suo Paese. Una sua particolarità consiste nella funzione quaresimale del Giovedì santo nella quale ha sempre preferito celebrare il rito della lavanda dei piedi ai malati di Aids nell’Ospedale di Muniz, nel carcere di Devoto, ai senzatetto ed ai neonati dell’ospedale pediatrico.

Il primo impatto è stato sicuramente positivo ed accattivante, ma il suo rigore è inconfondibile unito alla sua estrema disponibilità. La sua agenda l’ha resa pubblica annunciando che l’indomani sarebbe andato a pregare la Madonna, mentre giovedì terrà una Messa nella Cappella Sistina alle 17. Venerdì, alle 11, nella Sala Clementina riceverà in udienza i cardinali e sabato, alle 11, nell’aula Paolo VI ci sarà l’incontro con i media. Domenica il primo Angelus di Papa Francesco e martedì 19, alle 9.30, la messa inaugurale di insediamento del pontificato.

FOTO: papafrancesco.com

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