Allarme di Confesercenti. Ogni giorno chiudono 167 imprese, il 2013 sarà il peggiore degli ultimi 20 anni.

negozi-chiusiNapoli, 15 marzo 2013 – Confesercenti: “Commercio, crollano le aperture: -50% nei primi due mesi del 2013 rispetto al 2012, è il dato peggiore degli ultimi 20 anni. Ogni giorno spariscono 167 imprese. Disastro anche per i pubblici esercizi.”.
I dati diffusi dall’Osservatorio Confesercenti sono allarmanti: nei primi due mesi dell’anno sono spariti quasi 10.000 esercizi commerciali. Entro la fine del 1° trimestre si teme che il dato possa arrivare a oltre 14.000. Se i dati saranno confermati, il 2013 sarà ecatombe.
Sempre secondo la nota dell’Osservatorio, la perdita di negozi svuota le città: sono ormai 500.000 gli esercizi sfitti in tutta Italia. Sfumati 25 miliardi di canoni di affitto e 6,2 miliardi di gettito fiscale: più dell’IMU prima casa.

Nel commercio non si riesce più a fare impresa e il 2013 si avvia ad essere un anno orribile, peggiore del 2012. Anche le nuove attività hanno subito un vistoso crollo: nel settore della distribuzione commerciale risulta un vistoso -50% delle aperture. Se anche questo dato restasse invariato, a fine anno si registrerebbe la scomparsa di 60.000 negozi, con le ovvie conseguenze negative su economia e occupazione in Italia. Un vero disastro sociale.

A Napoli le attività commerciali che hanno abbassato la serranda sono state 238. Ma i dati sono relativi ai soli centri storici, nelle periferie il fenomeno è ancora più forte. In riferimento agli stessi dati, risulta inoltre che la città partenopea abbia il 18% di negozi chiusi, per una stimata perdita economica annuale, relativamente a ogni singola unità sfitta, tra i 48.000 e i 96.000 euro.

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