Napolitano scioglie il Consiglio Provinciale di Napoli.

Napoli, 26 marzo – Dalla Gazzetta Ufficiale di oggi si apprende la decisione del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di sciogliere, con suo decreto, il Consiglio provinciale di Napoli.

La decisione del Capo dello Stato è giunta su richiesta del Ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, visto gli esiti delle elezioni politiche in cui si presentò al giudizio degli elettori lo stesso presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro. Nella richiesta inviata al Colle dal Ministro Cancellieri, si evince che la decadenza del presidente di Provincia “costituisce presupposto per lo scioglimento del consiglio provinciale”.

Cesaro, eletto come deputato alla Camera nelle liste del Pdl, ha di fatto, lasciato scoperto il ruolo istituzionale, determinando il presupposto di decadenza indicato dal Ministro, che già ad ottobre aveva intrapreso l’iter per dichiarare decaduta la carica istituzionale.

Nei mesi antecedenti le elezioni, la carica è stata ricoperta temporaneamente dal vice presidente e assessore ai Trasporti, Antonio Pentangelo. Con la decisione di Cesaro di presentarsi alle elezioni, si è temporeggiato per lo scioglimento del Consiglio, che presentava già ad ottobre tutti i presupposti per la decadenza del ruolo di presidente di Provincia con il conseguente scioglimento del Consiglio.

Antonio Pentangelo, apprendendo la decisione di Napolitano, ha dichiarato che “il decreto di scioglimento del Consiglio Provinciale di Napoli era un atto dovuto. Nei fatti, come richiamato anche sulla Gazzetta Ufficiale, tutto è disciplinato dagli artt. 53 e 69 del decreto legislativo 267/2000, che prevedono che nel caso di decadenza del presidente della Provincia, come accaduto con l’onorevole Luigi Cesaro, il vice presidente, la giunta ed il consiglio proseguono la loro attività fino alle prossime elezioni, che nel nostro caso cadrebbero nella primavera del 2014. Ecco perché parlo di atto dovuto, ma formale”.

Pentangelo ha però sottolineato, con amarezza, che “queste procedure, assolutamente legittime, rischiano solo di complicare il nostro percorso e di penalizzarci nella nostra credibilità istituzionale. I problemi reali sono altri, come la quantificazione dei tagli e l’incertezza che gravita sul futuro delle Province e delle Città Metropolitane”. Pentangelo, che ha sostituito in questi mesi Il neo eletto Cesaro, ha infine dichiarato: “siamo determinati e consci delle nostre responsabilità, per cui, dopo un’oretta di incertezze, abbiamo già ripreso tranquillamente la nostra attività e proseguito nell’agenda dei lavori della giornata”.

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