Movimento arancione: la rivoluzione è già finita.

De-Magistris-a-CdSE’ una Napoli scontenta quella che in questi mesi sta facendo piovere su De Magistris, il primo cittadino partenopeo, una valanga di polemiche. Il consenso, che “il sindaco più amato d’Italia”, aveva già visto traballare dopo la rischiosa scelta dei progetti “pista ciclabile” e “Ztl”, ha subito un crollo radicale. A mettere un marchio indelebile sull’avventura politica dell’ex-magistrato ci ha pensato il mese di febbraio. L’incendio a Città della Scienza ed il crollo del palazzo sulla riviera di Chiaia hanno aperto voragini sotto i piedi di De Magistris.

Ovviamente non poteva certo essere colpa del primo cittadino, né l’incendio né il crollo del palazzo, ma De Magistris sta pagando le scelte che ha difeso ad inizio mandato. Rivoluzione finita? In effetti ci sarebbero i presupposti per dire che il progetto arancione, a Napoli, non ha attecchito come sperava e che, probabilmente, al termine del mandato non avrà occasione di rifarsi, sempre se ci sarà una valida alternativa.

Intanto i primi passi indietro del sindaco De Magistris si sono fatti consistenti. E’ proprio di queste ore la notizia del rimpasto delle deleghe assessoriali. Così, chi prima aveva fortemente criticato il Pd e la sinistra in generale, ora si ritrova a dover “aprire” ai vendoliani di Sel e proprio al Partito Democratico.

In questo scenario, le voci sulle possibili dimissioni di Tuccillo, l’assessore al personale, e Marco Esposito, assessore alle attività produttive. Quasi immediata è stata la risposta di Bernardino Tuccillo: “Essendomi giunte numerose telefonate che esprimevano preoccupazione e vicinanza, desidero smentire categoricamente le voci su mie presunte dimissioni da assessore. Il rapporto di stima e fiducia reciproche con il Sindaco è più che mai saldo. Sono in questo momento al lavoro come sempre.”

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