Sviluppo e sottosviluppo il punto debole della giunta al Comune di Napoli.

Il grave problema della Campania e di Napoli si accentra sulla carenza di sviluppo. Napoli, tramite l’assessore allo sviluppo Marco Esposito deve pianificare lo sviluppo locale, vera e propria scienza, limitare la “comunication on the road”, anche se è un giornalista. Insomma si deve continuare uno sviluppo locale sistemico, capire l’anima e la vocazione economica della città, la sua missione mercantile marittima ed internazionale che ha sempre avuto – dalla metà del cinquecento – era la seconda città d’Europa dopo Parigi, non a caso nacque il Banco di Napoli.
È stato sempre un argomento di grande interesse quello di determinare la “data di nascita” del Banco di Napoli e tradizionalmente la si fa coincidere con quella della costituzione del Monte e Banco della Pietà nel 1539, ma recenti studi svolti, la fanno discendere dalla Casa Santa dell’Annunziata, nata nel 1463.
Oggi fare il volantinaggio fra bar e pizzerie, mi sembra – a dir poco – molto riduttivo. Perchè non promuovere una proposta di sponsor per manifestazioni legate al turismo, alla moda, per il Palazzo Reale di Napoli. Il Salone delle Feste, il Teatro di Corte, l’Appartamento Reale, la duplice scala Vanvitelliana in marmo di Carrara, il Cortile delle Carrozze, i Giardini di Palazzo Reale, le maestose terrazze con giardini pensili e vista panoramica sul Golfo di Napoli sono le locationi ideali per una grande casa di moda che voglia promuovere l’immagine del Palazzo Reale di Napoli. Si continui invece il rigoroso e scientifico lavoro di promozione dello sviluppo locale del Prof. Mario Raffa – unico intraprendente lavoro sistematico – per dare un volto nuovo ad una Napoli decadente.

One thought on “Sviluppo e sottosviluppo il punto debole della giunta al Comune di Napoli.

  1. Napoli decadente giusto, decaduta nel passato giusto, ma oggi viva più che mai grazie alla voglia fare, laboratorio del crescere del cambiare del modificare lo status attuale di stallo cui soggiace, in balia delle frange politiche che lottano per la poltrona, per il potere ma non per Amore di una città che ha una storia, ha un arte che si legge percorrendo a piedi la parte più abbandonata e trascurata, non nei programmi politici antecedenti alle elezioni comunali dove abbondano le iniziative mai trascurate. Cambiamo il volto di napoli senza modificare quello che l’arte ha regalato a questa città, invidiabile per locazione logistica ma ricordiamoci in un percorso alla luce del sole che Napoli non è solo quella sotterranea, quella dell spazzatura, quella degli scippi ma ricordiamoci che se Napoli è stata città dell’arte se la famiglia Borbonica, durante il Regno delle due Sicilie l’ha scelta come dimora reale abituale, insieme alla reggia di Capodimonte, di Caserta e di portici non lo ha fatto per soddisfare un suo vezzo ma perché merita la giusta considerazione carpita da città meno storiche, meno ricche di espressioni dell’arte. In sintesi recuperiamo e valorizziamo le bellezze di una città che deve il suo nome alla sirena Phartenope ( in greco) poco nota per la sua estrema bellezza di cui Napoli è dotata ma nessuno sembra accorgersene se non per rubare consensi elettorali, carpire promesse e dimenticare che il vivere è amare e chi non vive questa città nel suo cuore non può capire come si ama Napoli.

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