Inchiesta vaccini. Danno da vaccinazione: come ottenere l’indennizzo e il risarcimento dallo Stato.

vaccini-bimboNapoli, 28 marzo – L’avvocato Roberto Mastalia è consulente di importanti associazioni in materia di autismo e danni da vaccino. Relatore in convegni sulla materia, è anche legale del comitato Montinari (Terapia omotossicologica che associa una dieta, priva di glutine e caseina, alla somministrazione di prodotti omeopatici e integratori naturali, con il fine di espellere metalli pesanti e sostanze dannose dal corpo del soggetto danneggiato da vaccino e ripristinarne l’equilibrio, ndr).

Mastalia ha un figlio, il secondogenito, danneggiato e reso autistico dalla vaccinazione MMR (in italiano MPR, Morbillo-Parotite-Rosolia – ndr), un bambino nato sano, che aveva precocemente camminato e parlato intorno ai 10 mesi, ma che a un anno e mezzo, dieci giorni dopo la vaccinazione MMR Morupar (ritirata dal commercio nel 2006 per la prima volta, ma già sotto osservazione sin dal 1992, ndr) ha avuto una regressione cognitivo-comportamentale, con perdita della parola e delle capacità precedentemente acquisite, a causa di un’encefalopatia post-vaccinale che lo ha fatto sprofondare nell’autismo.

Mastalia ci illustra il procedimento legale per l’ottenimento dell’indennizzo e risarcimento del danno causato da vaccino.

Primo dubbio. Primi passi?

“È necessaria una lunga premessa: è difficile per una famiglia al di fuori del mondo dell’autismo e dei danni da vaccinazioni rendersi conto di cosa stia accadendo al proprio bambino (il rapporto tra bambino e bambina è 4:1 – ndr), per vari motivi: 1. Perché è difficile cogliere i segnali di una reazione avversa a vaccino a meno che questi non siano eclatanti anche in considerazione del fatto che parliamo di bambini piccoli che non possono esprimere le loro sensazioni se non con il pianto.

I segnali più difficili non tanto da cogliere quanto piuttosto da ricondurre alla vaccinazione sono: febbre persistente superiore ai 38°; pianto apparentemente immotivato persistente ed ininterrotto; perdita del sonno; grande ponfo nel luogo di inoculazione del prodotto, problematiche gastrointestinali; cambiamenti nell’umore o nel comportamento. Segnali più gravi sono invece: insorgenza di problematiche respiratorie ed asmatiche; insorgenza di problematiche allergiche e di intolleranze; perdita dello sguardo oculare; perdita, anche temporanea, del tono muscolare; insorgenza, anche temporanea, di problematiche neurologiche; insorgenza di crisi epilettiche o comiziali; perdita della parola; perdita delle altre capacità precedentemente acquisite.

2. Perché a differenza di quello che dicono le ASL, i problemi non sono solo quelli legati allo shock anafilattico che potrebbe intervenire immediatamente dopo la somministrazione, ma le gravi patologie neurologico-immunitarie hanno bisogno di tempo per mostrarsi appieno: da giorni, a mesi, persino anni dalla somministrazione, come indicano le tabelle del VAERS (Vaccine Advers Event Reporting System – ndr) statunitense, sia relative ai danni da vaccino che ai tempi di latenza. Se è vero che di norma appaiono dopo 15-30 giorni, è vero altresì che, per quanto riguarda i militari, le forme di leucemie, linfomi, mielomi e altri, sono emerse anche a distanza di anni.

3. Perché una volta colti i segnali e recatisi presso pediatri, medici, ASL o pronto soccorso, i genitori si sentono sistematicamente ripetere, come una sorta di disco rotto, che “il bambino non ha nulla, è tutto normale”, e riguardo al parlare, essendo i più colpiti i maschi, che “i maschietti parlano più tardi rispetto alle femminucce”, dimenticando, o facendo finta di dimenticare, che in molti casi già parlavano. Il massimo dell’assurdo e del grottesco lo si raggiunge quando, pur senza aver fatto il minimo accenno ai vaccini come potenziale causa scatenante, i genitori si sentono dire: “Non penserà mica siano stati i vaccini? Sono tutte fandonie, non è vero nulla”.

Tornando dunque alla domanda, il primo passo da fare, in un paese normale, dove medici e pediatri dovrebbero essere in grado di capire di avere di fronte un bambino con un problema, sarebbe quello di portarlo da questi o in un pronto soccorso. Ma considerato che diranno comunque che il bambino non ha nulla e che in ogni caso, qualunque cosa abbia, non è certo dovuta ai vaccini, le famiglie devono battersi sin da subito affinché medico, pediatra o pronto soccorso certifichino che il bambino è stato lì indicando con precisione tutti i sintomi. Questo, a lungo termine, nel caso di danno, sarà fondamentale per i successivi giudizi. Qualora medici o forze dell’ordine dovessero rifiutarsi, sarà necessario chiamare i Carabinieri per denunciarli.

Successivamente, ma sarebbe importante farlo sin da subito, appena percepita la possibilità che il bambino possa essere stato danneggiato, soprattutto in caso di autismo, e considerato che le ASL non indicano alcuna eziologia né alcuna cura, ma si limitano a fare della neuropsicomotricità ed eventualmente a consigliare l’uso di psicofarmaci per sedare il bambino, limitando i comportamenti ‘problema’, rivolgersi a medici competenti in materia.”.

In presenza di accertato danno da vaccino, quale procedura legale è prevista?

La vigente normativa prevede due distinte procedure: Indennizzo ex Legge 210/92 e risarcimento del danno.
1. L’indennizzo previsto dall’art. 1 della Legge 210/92, non solo per i danneggiati da vaccino ma anche per emotrasfusi, prevede una procedura che si svolge in due fasi: a. Fase amministrativa; b. Eventuale fase giudiziale.
Tale procedura deve essere necessariamente avviata entro il termine di tre anni da quando si ha una correlazione certa tra vaccinazione e danno, presentando domanda alla ASL di residenza mediante apposito modulo che dovrebbe essere presente in sede, unitamente al certificato attestante la correlazione ed alcuni allegati. La ASL avrà poi l’onere di trasmettere il tutto alla CMO (Commissione Medica Ospedaliera – ndr) competente per territorio, che provvederà a chiamare a visita il bambino ed emetterà un proprio verdetto contro il quale, in caso di diniego, si dovrà proporre immediatamente ricorso al Ministero della Salute. In caso di ulteriore diniego o di perdurante silenzio si potrà, anzi dovrà, instaurare il contenzioso di fronte al competente Tribunale.

Il riconoscimento è il diritto ad un indennizzo mensile vitalizio di circa 300 – 400 euro, che può aumentare fino a diverse migliaia di euro in base alla Legge 229/2005. Considerata la presenza di termini perentori di decadenza e prescrizione, sconsiglio il fai da te. Invito le persone a rivolgersi ad un legale competente in materia per portare avanti la procedura sin dall’inizio.

2.Il risarcimento danniè invece procedura a sé stante che deve essere attivata entro il termine di 10 anni dalla correlazione tra vaccinazione e danno, e comporta il risarcimento del danno commisurato all’entità del danno subito ed all’età nella quale è stata contratta la patologia invalidante”.

Durata e costi della procedura?

Soprattutto la causa di risarcimento danni, comportando richieste di milioni di euro, potrebbe dare luogo a parcelle di diverse decine di migliaia di euro. Va da sé che in caso positivo il problema non sussiste, mentre in caso negativo al danno di non essere riusciti ad ottenere ragione, si potrebbe aggiungere la beffa del dover corrispondere ingenti somme.

Per ovviare a questo aspetto, alcuni legali, al fine di venire incontro alle esigenze dei danneggiati e di consentire a tutti di tentare di ottenere un ristoro che non è mai corrispondente al danno subito, stipulano con il danneggiato o, se minore, con i suoi familiari, un patto di quota lite, ovvero un contratto teso a collegare il pagamento all’esito delle cause. In tale circostanza i costi legali per entrambe le procedure, in caso di mancato successo, vengono notevolmente abbattuti, oscillando intorno ai 6.000 euro. In caso di successo vengono ovviamente correlati a quanto liquidato. Così facendo, l’avvocato ha interesse solo in caso di vittoria di causa, perché altrimenti avrebbe seguito per anni cause a costo zero: si vince o si perde tutti insieme”.

Come finisce di solito?

“Fino a 5 anni fa era praticamente impossibile riuscire ad avere ragione, sia a causa dello strapotere economico-mediatico di case farmaceutiche e Ministero della Salute, che a causa della difficoltà di reperire materiale informativo, anche a livello internazionale e, conseguentemente, per mancanza di conoscenza della materia da parte di legali e magistrati. Ma negli ultimi anni si sono moltiplicate le sentenze favorevoli da parte di vari Tribunali, vedi Varese, Milano, Genova, Busto Arsizio, Teramo, Ascoli Piceno, Rimini, e Corti d’Appello, senza considerare alcune pronunce sia della Cassazione che della Corte Costituzionale in merito all’estendibilità della tutela della Legge 210/92. Attualmente, pur essendo sempre difficile riuscire ad ottenere ragione, le possibilità sono notevolmente aumentate e le prospettive per il futuro sono sempre migliori”.

Esiste il rischio, in caso di soccombenza, che il danneggiato da vaccino sia condannato a pagare le spese legali dello Stato-controparte?

“Francamente, non conosco casi nei quali il danneggiato sia stato condannato al pagamento delle spese legali. La soccombenza deve essere sempre valutata dal Giudice e qualora, come in questi casi, ci fossero comunque motivi validi per l’instaurazione del giudizio, stante anche la difficoltà per un CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio – ndr) di dare un parere medico-scientifico, è oggettivamente quasi impossibile che ciò avvenga”.

Perché indennizza e risarcisce lo Stato, con i nostri soldi, e non le case farmaceutiche che hanno prodotto il vaccino?

“Il motivo fondamentale è legato al fatto che il vaccino viene acquistato dallo Stato, Ministero della Salute, e somministrato da personale delle ASL, presso i loro locali e su richiesta dello stesso Ministero della Salute. Inoltre, i contratti tra Ministero della Salute e case farmaceutiche prevedono che sia il Ministero a farsi carico di tale incombenza. Quali siano i motivi posti alla base di tali clausole, li lascio all’intelligenza ed alla libera interpretazione dei lettori. Francamente, lo trovo assurdo, anche perché il denaro risparmiato potrebbe essere più proficuamente impiegato per la cura dei bambini danneggiati”.

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