Napolitano non si dimetterà. Pochi margini per un nuovo Governo, per ora c’è Monti.

giorgio-napolitanoRoma, 30 marzo –  Giorgio Napolitano non si dimetterà e fino all’ultimo giorno del suo mandato, prossimo alla scadenza. Sarà il mediatore di questa scena politica al collasso, chiusa su ogni fronte e che non sembra in grado di trovare il giusto equilibrio per il bene del Paese.

Napolitano, in conferenza stampa nello studio alla Vetrata al Quirinale, ha affermato: “Nella prospettiva ormai ravvicinata dell’elezione del nuovo capo dello Stato,  che mi auguro veda un’ampia intesa tra le forze politiche, sono giunto alla conclusione che, pur essendo ormai assai limitate le mie possibilità di ulteriore iniziativa sul tema della formazione del governo, posso fino all’ultimo giorno  concorrere almeno a creare condizioni più favorevoli allo scopo di sbloccare una situazione politica irrigidita tra posizioni inconciliabili”.

Ѐ questo un momento difficile per l’Italia, gli ideali politici, il principio di rispettare con coerenza le promesse fatte agli elettori, l’assoluta convinzione di ogni gruppo politico di essere nel giusto, il non confronto, stanno di fatto uccidendo questo Paese.

Napolitano, che ha tentato con i mezzi a sua disposizione di restituire un Governo all’Italia, nulla ha potuto se non comunicare il fallimento della concertazione. “Gli incontri svoltisi in Quirinale nella giornata di ieri con i rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento mi hanno permesso di accertare la persistenza di posizioni nettamente diverse rispetto alle possibili soluzioni da dare al problema della formazione del nuovo Governo”.

Il Presidente ancora una volta fa appello al senso di responsabilità e “che da parte di tutti i soggetti politici si esprima piena consapevolezza della gravità e urgenza dei problemi del paese”. Con questo monito, Napolitano ha comunicato la decisione di “chiedere a due gruppi ristretti di personalità tra loro diverse per collocazione e per competenze, di formulare, su essenziali temi di carattere istituzionale e di carattere economico-sociale ed europeo,  precise proposte programmatiche che possano divenire in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche

Le forze politiche coinvolte sembrano non comprendere che l’Italia non ha più tempo e che, come sottolinea anche Napolitano, “essendo ormai trascorso un mese dalle elezioni del nuovo Parlamento”, è necessario trovare un’intesa, al fine di ridare dignità al popolo italiano, che non è più in grado di sopportare il peso dell’incertezza, che grava inesorabile sulla condizione economica già pesantemente compromessa.

Su questo presupposto, il Presidente ha ribadito e riconfermato la legittimità del Governo Monti, “governo tuttora in carica, benché dimissionario e peraltro non sfiduciato dal Parlamento”. Il Governo, infatti, non ha mai smesso di assolvere agli impegni istituzionali e “sta per adottare provvedimenti urgenti per l’economia, d’intesa con le istituzioni europee e con l’essenziale contributo del nuovo Parlamento attraverso i lavori della Commissione speciale presieduta dall’onorevole Giorgetti”.

Sarà compito del prossimo Presidente della Repubblica individuare il mezzo con cui ricostruire un Parlamento che sia capace di rispondere con i fatti alle necessità di un’Italia delusa e preoccupata. Napolitano ha concluso ribadendo il suo impegno, anche se particolarmente difficile in questo contesto.

“Continuo a esercitare fino all’ultimo giorno il mio mandato, come il senso dell’interesse nazionale mi suggerisce, non nascondendo al paese le difficoltà che sto ancora incontrando e ribadendo operosamente la mia fiducia nella possibilità di responsabile superamento del momento cruciale che l’Italia attraversa”.

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