Bagnolifutura occupata. E’ “Bancarotta”

bagnolifutura-occupataNapoli 15 aprile – Questa mattina sono stati occupati gli uffici di Bagnolifutura da parte del collettivo Bancarotta che ha esposto striscioni con la scritta: “Sciogliete Bagnolifutura. Anni e anni di sperperi per una bonifica mai avvenuta”. La società, posta sotto sequestro dalla Procura, lo scorso 11 aprile non ha ricevuto l’apposizione dei sigilli da parte della magistratura, cosa che hanno fatto gli attivisti del movimento in forma simbolica così commentando il gesto: “Stamattina abbiamo effettuato un sequestro popolare degli uffici di Bagnolifutura per incapacità politica, disastro ambientale e truffa ai danni dello Stato”, chiedendo un incontro con la dirigenza della società”.

Il rappresentante del movimento ha poi commentato: “Dopo anni di inganni, speculazione e gravi disastri che erano ormai alla luce del sole non ci fidiamo più di nessuno, solo il controllo popolare e il protagonismo della gente può garantire un futuro a Bagnoli. Simbolicamente sono stati apposti dei sigilli agli spazi amministrativi come il giudice ha dovuto apporre alle aree inquinate”.

La richiesta della chiusura della società ed il blocco della vendita dei suoli era già stata evidenziata con un comunicato stampa dal gruppo dei Verdi Ecologisti in data 11 aprile, con la discussione l’indomani 12 aprile in tre commissioni consiliari: urbanistica, ambiente e lavoro riunitesi congiuntamente per discutere con gli esponenti della Giunta di quanto avvenuto a Bagnoli. Questo il comunicato: “Dopo le indagini della magistratura sulle bonifiche fantasma di Coroglio i Verdi Ecologisti chiedono di bloccare le aste per la vendita dei suoli e di sciogliere Bagnoli Futura. Questa società a perdere –  hanno detto Carmine Attanasio, Francesco Borrelli e Vincenzo Peretti – non ha più ragione di esistere considerato che ha fallito la sua missione che si è indebitata oltre ogni ragionevole previsione stravolgendo tra l’altro le indicazioni del Consiglio Comunale invertendo arbitrariamente le percentuali di edilizia abitativa sui suoli in vendita”.

Le richieste del collettivo Bancarotta erano state presentate al sindaco De Magistris il 13 aprile dopo l’occupazione dei locali della X Municipalità. Nell’incontro erano scaturite due date per parlare del problema Bagnoli: il primo appuntamento previsto per martedì 16 aprile al consiglio comunale e l’altro il 20 con l’assemblea pubblica.

Il sindaco, nell’occasione, aveva indicato nelle date di fine aprile o inizio maggio la volontà della conclusione del discorso Bagnoli in consiglio comunale affermando: “Un’assemblea pubblica dove ognuno possa esporre le proprie opinioni, perché io sono contro le speculazioni, ma anche contro l’immobilismo. Non possiamo tenere aperta questa situazione, altrimenti si potrebbe dire che Napoli è morta e non si muove, a Bagnoli non ti puoi avvicinare che esplodi e questo non va bene. Questo lo dobbiamo fare insieme e poi sempre insieme travata la forza andare con una grande mobilitazione su Roma per prendere la strada della richiesta di fondi perché noi abbiamo diritto ad essere risarciti. Si è fatta questa operazione, si è fatta a Venezia, Taranto Brescia, la dobbiamo fare anche noi, lo dobbiamo pretendere anche noi”.

 

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