Bagnoli. Bancarotta a viale Campi Flegrei. Acrobazie, giochi e riflessioni sulla bonifica che non c’è

bancarotta-campi-flegreiNapoli – Il Collettivo di Bancarotta continua ad essere presente nelle strade di Bagnoli. Il 19 aprile si sono riuniti presso l’isola pedonale in Viale Campi Flegrei per intrattenere i presenti con musica e l’esibizione di un piccolo gruppo di artisti.

Oltre ai sostenitori delle varie iniziative, scattate dopo lo sgombero dalla sede che Bancarotta aveva occupato (ex sede della Banca dell’ex-Italsider, ndr) da ormai un anno e dove venivano organizzati corsi di doposcuola, attività ludiche a favore dei bambini e attività sportive, erano presenti anche i frequentatori abituali dell’isola pedonale.

Gli artisti che si sono esibiti, infatti, hanno saputo conquistare l’attenzione di grandi e piccini con il giocoliere e i suoi birilli, ma anche con l’azzardo del trapezio, dove le ragazze hanno sfidato la gravità legate agli alberi della piazzetta per mezzo di una fascia nera.

Una festa come un’altra, se non fosse stato per un cartellone che ci ricordava chi sono i ragazzi di questo collettivo e se non fosse stato per lo speaker che ha interrotto la musica per rammentare ai presenti l’assemblea di domenica 21 aprile alle h 10.30, sempre ai Campi Flegrei, per firmare la petizione contro il degrado e lo scempio che da anni si perpetra in questo quartiere.

Durante quest’incontro, forse anche più affollato del precedente, sono intervenuti in molti accomunati da una richiesta: come chiedere i dati dell’inquinamento all’ARPAC, e come è possibile attuare sul concreto una bonifica del territorio in questione, al di là dell’onere economico che esso comporta.

Molte le proposte lanciate durante il dibattito pubblico e caldeggiate soprattutto da chi vuole creare un Comitato popolare per istituire poi un osservatorio sulla bonifica, per costituirsi parte civile al processo sulla questione bonifica che si spera possa celebrarsi quanto prima.

Interessante anche la proposta di dare la possibilità in loco di sviluppare  esperienze finalizzate al recupero delle aree in questione, affinché il processo di riqualificazione del quartiere possa passare per le mani di quelli che ci vivono.

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