Napolitano succede a se stesso. E’ di nuovo Presidente della Repubblica

napolitano-giorgio20 aprile 2013 – Alla sesta votazione fumata bianca. E’ Giorgio Napolitano  il Presidente della Repubblica. Così hanno deciso i parlamentari riunitisi a Montecitorio. Proprio stamattina dopo le dimissioni di Bersani a causa del flop di Romano Prodi, qualche timido aveva rilanciato l’idea del mandato bis per l’ex Presidente della Repubblica.

Grillini in rivolta in ogni dove. Erano entrati in parlamento per proporre facce nuove, per cambiare il paese e rivoluzionarlo ed invece destra e sinistra si sono trovate d’accordo nel nome di Napolitano. Niente Rodotà dunque, nessun D’AlemaCancellieri, alla fine si è deciso di riaffidarsi al vecchio, mai stanco, condottiero che tanto bene aveva fatto nel suo precedente mandato.

Il Movimento 5 Stelle non l’ha digerita proprio. L’urlo “Stefano Rodotà Presidente” è rimasto in gola a molti durante la sesta votazione.

Bersani non è stato in grado di contrastare le correnti forti all’interno del Pd, Berlusconi ha proposto l’improponibile cercando di mettersi d’accordo in extremis mentre Grillo ha chiuso ogni frontiera. In uno scenario del genere in cui nessuno vuole darla vinta all’altro non ci si poteva che affidare ad una figura già nota e ben vista dalla destra e dalla sinistra.

Grillo intanto invoca la rivoluzione di massa: “Io sto andando a Roma in camper – scrive furibondo sul sito -. Ho terminato la campagna elettorale in Friuli Venezia Giulia e sto arrivando. Sarò davanti a Montecitorio stasera. Rimarrò per tutto il tempo necessario. Dobbiamo essere milioni. Non lasciatemi solo o con quattro gatti. Di più non posso fare. Qui o si fa la democrazia o si muore come Paese”.

Il deputato Roberto Fico gli fa eco: “Il paese è in rovina esclusivamente grazie a loro.  Davanti ai miei occhi si sta consumando la morte della Repubblica Italiana, ma ogni morte è sempre una rinascita come ci insegna la vita stessa. In aula è appena entrato Berlusconi sorridendo avendo raggiunto l’accordo con il Pd. La vergogna di questi deputati e senatori è inenarrabile. Ora dobbiamo reagire come Popolo italiano unito e non solo come Movimento Cinque Stelle. Oggi 20 aprile 2013 – scrive sul profilo facebook – una parte consistente dei parlamentari italiani in nome del dio partito hanno dichiarato guerra ai cittadini occupando di fatto le Istituzioni democratiche. Il Pd pur di non cambiare palesa con il grande inciucio quello che ha fatto per vent’anni ovvero andare di pari passo con il Pdl per garantirsi interessi reciproci. Grazie al Movimento Cinque Stelle si sono dovuti definitivamente palesare e dichiararsi pubblicamente per ciò che davvero sono. Messi alle corde la vera natura viene fuori. Il Paese è in rovina esclusivamente grazie a loro. Oggi più che mai va alzata l’ascia di guerra, l’ascia della democrazia, della libertà e del cambiamento fatto di comunità, conoscenza e progetti. Si sono arroccati nel palazzo, chiusi, barricati, soli. Sono disperati”.

Un’iniziativa e parole che non sono piaciute a Roberto Maroni della Lega: “Le stesse cose di Grillo le dicevano Mussolini o Hitler. Il parlamento è la sede della democrazia”.

Perfino Stefano Rodotà prende le distanze dalla mobilitazione e dice: “Il dissenso va espresso nelle sedi istituzionali e non per strada”.

Una elezione che quindi non ha lasciato contento il popolo. Su facebook in moltissimi coloro che prendono le distanze dal nuovo Presidente della Repubblica e che inneggiano al cambiamento. Ora vedremo che cosa succederà a Roma.

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