Pre-dissesto del Comune di Napoli. In arrivo 50 milioni di euro

de-magistrisNapoli 27 aprile – L’adesione al piano pre-dissesto del Comune di Napoli e la missione del sindaco De Magistris a Roma, nella giornata del 23 aprile, ha portato allo sblocco di 50 milioni di euro da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’arrivo della somma è previsto per la metà di maggio e servirà per pagare creditori, secondo l’ordine cronologico. Alcuni di questi attendono da tre anni.

Il debito complessivo del Comune di Napoli è di circa 1 miliardo e 600 milioni di euro dei quali 1 miliardo riguarda i debiti verso le società partecipate e di queste verso terzi. L’incontro del sindaco con il ministro Cancellieri è stato determinante, nell’occasione è stata comunicata la preoccupazione per la forte tensione sociale scaturita nei giorni scorsi con il susseguirsi di infondati allarmi bomba. A tal proposito, il sindaco, ha consegnato alla Procura un dossier di denuncia di questi eventi. Il Comune di Napoli dovrebbe ricevere 290 milioni secondo il piano pre-dissesto, dei quali 210 sono destinati al comparto dei trasporti. A Roma è stato siglato anche un accordo per il rilancio socio-economico della città con i ministri Patroni Griffi e Fabrizio Barca.

Il piano pre-dissesto consiste nell’adesione ad una misura varata dal governo con il D.l. n. 174 del 10 Ottobre 2012 il cosiddetto “decreto Salva-Comuni”, dove un comune fortemente indebitato richiede allo Stato una somma (300 milioni di euro) che dovrà poi restituire in un determinato numero di anni (10 anni). In particolare, regola l’articolo 243-bis, di accedere ad una “procedura di riequilibrio finanziario pluriennale”, concessa a quei Comuni nei quali “sussistano squilibri strutturali del bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario. Rientrare nel piano pre-dissesto determina l’assoggettamento ad un controllo contabile severo da parte della Ragioneria Stato delle casse comunali che alla fine decreta la possibilità o meno di poter rientrare nel piano pre-dissesto subordinato ad un piano di rientro molto preciso da concordare.

In pratica il Comune chiede aiuto allo Stato e nel farlo rinuncia alla sua autonomia nel delineare una strategia finanziaria per il futuro. L’arrivo dei fondi è una goccia nel mare debitorio del Comune di Napoli e sebbene rappresenti al momento ossigeno vitale il problema sarà in ogni caso il piano di rientro. Il comune dovrà essere in grado di risolvere l’incapacità di riscossione dei crediti che maturano per imposte e servizi nei confronti di una comunità sempre più sofferente dal punto di vista economico e sociale, tagliare gli sprechi ed infine, gestire la vendita di immobili in modo da ottenere entrate straordinarie in grado di abbattere in parte il debito pregresso.

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