In arrivo 42 milioni di euro per la riqualificazione ambientale in Campania

terra dei fuochiNapoli, 26 aprile – Sono in arrivo per la Regione Campania, i fondi da destinare alla riqualificazione ambientale prevista dal Piano industriale di Campania Ambiente. Sulla Gazzetta Ufficiale è stata, infatti, pubblicata la delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica ndr.) che rende disponibile la somma di 42 milioni di euro.

L’assessore all’Ambiente della Regione Campania, Giovanni Romano, ha espresso la sua soddisfazione per questo provvedimento che permetterà di ristabilire gli equilibri delle società in liquidazione della Regione, provvedendo alla collocazione dei lavoratori di queste società. Nello specifico, l’assessore, fa riferimento al personale di Astir, Arpac Multiservizi e Jacorossi. “Si tratta di un provvedimento particolarmente atteso che approva la programmazione di una quota delle risorse residue del Fondo Sviluppo e Coesione 2007 -2013” commenta Romano.

Il fondo messo a disposizione, sarà utilizzato per riqualificare, con una politica ambientale, sia le aree litorali che quelle del patrimonio regionale, comprese quelle aree confiscate alla camorra. Il progetto per quest’ultime, prevede l’utilizzo di 12 milioni di euro.

Altro punto fondamentale, sarà la “messa in sicurezza del territorio mediante mitigazione dei rischi ambientali e igienico-sanitari”. Romano ha sottolineato l’importanza di monitorare i “siti oggetto di abbandono di rifiuti e potenzialmente inquinati”. Sul territorio campano è in atto, già da tempo, una vera campagna di informazione, da parte delle associazioni locali, su questo problema, che mina realmente la salute pubblica.

Basti pensare ai numerosi appelli riferiti alle istituzioni, dai cittadini residenti nel così detto “triangolo della morte” o nel tratto denominato la “terra dei fuochi”, luoghi che un tempo erano floride campagne ricche di vita, trasformate, dalla camorra e dai politici compiacenti e accondiscendenti per i propri rendiconti, in luoghi di devastazione ambientale, di morte da tumore, di inquinamento da rifiuti e roghi tossici provenienti, per la maggior parte, da fabbriche a regime di evasione fiscale, e dagli scarti delle industrie del nord. Romano spiega la necessità di una “verifica dello stato di contaminazione della matrice del suolo – aggiunge, inoltre, che saranno attuate una – rifunzionalizzazione e un monitoraggio dei siti” e a tutti questi progetti, nel complesso, andranno gli altri 30 milioni.

Romano garantisce personalmente che sarà prontamente definito “l’Accordo di Programma Quadro con il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente in cui verranno fissate le modalità di attuazione degli interventi e subito dopo la stipula sarà individuato un sistema di governance degli interventi che già rientrano nel Piano industriale di Campania Ambiente approvato dalla Giunta”. La Regione Campania ormai non ha più bisogno di promesse che si vanifichino al vento, ma di atti concreti in difesa del territorio e delle persone che abitano questi luoghi.

Un atto dovuto alle generazioni future costrette a subire i torti dei loro padri. Il problema dell’inquinamento in Campania ha generato il più alto tasso di mortalità per tumore rispetto al resto d’Italia ed è impensabile che si possa ritornare ad una relativa normalità in pochi anni e con provvedimenti tappabuchi. Occorrerà, invece, cambiare tutto il sistema, partendo dalla raccolta differenziata, finendo con ridisegnare la legge sugli illeciti ambientali, ancora puniti con semplici ammende amministrative. 

FOTO: tratta da laterradeifuochi.it

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