Edenlandia. Villa si ritira. La Cgil chiede il rilancio dell’area ovest

Edenlandia-NapoliNapoli, 26 aprile – E’ di ieri la notizia secondo la quale, Clear Leisure, gruppo quotato a Londra attivo nel settore del divertimento, dichiara di non essere più interessata all’acquisto di Edenlandia. Alfredo Villa, amministratore delegato della società londinese, spiega così il motivo del dietrofront: “Abbiamo presentato un’offerta, abbiamo acquistato una struttura da un Tribunale fallimentare per poi scoprire che c’è un decreto di abbattimento su manufatti abusivi. Una storia incredibile”.

Nonostante il Comune di Napoli abbia manifestato la propria volontà di intervenire per sanare gli abusi, gli investitori esteri non si fidano. E sotto accusa è il sistema Italia. “In Italia e nel Mezzogiorno è impossibile investire” continua il Ceo di Clear Leisure. Ed il destino dei 70 lavoratori di Edenlandia è ora gravemente compromesso. La società londinese infatti avrebbe dovuto prendere in carico tutti i dipendenti.

Immediata e forte la risposta dei sindacati. “Quella di Edenlandia è una vicenda tipicamente napoletana e meridionale, fa male dirlo, ma non si può biasimare la delusione dell’imprenditore Villa”. Ad affermarlo è Gianluca Daniele, segretario CGIL Napoli, che continua: “Un investimento che si è rivelato un percorso ad ostacoli fino al paradosso di scoprire che su un suolo di proprietà del comune si era edificato abusivamente, senza che nessuno si preoccupasse di denunciare o accertare gli abusi”. Il tono del segretario della CGIL è aspro e stigmatizza l’amara conclusione di una vicenda paradossale: “E’ stata questa, infatti, la goccia che ha fatto traboccare il vaso – spiega Daniele – ed ha mandato tutto in fumo.

Come sindacato abbiamo provato in ogni modo a tutelare i 70 lavoratori coinvolti nella vicenda senza mai perdere di vista anche la tutela degli animali dello zoo, ma alla fine l’unico atto concreto che si è potuto realizzare per loro è stata la cassa integrazione in deroga. Si spera ovviamente che altri imprenditori possano interessarsi all’area di Edenlandia e zoo e che questa volta, però, le Istituzioni, il Comune innanzitutto, rendano possibile un investimento in quell’area, magari ricordandosi dell’importanza di zone come Fuorigrotta e Bagnoli che da troppi anni attendono di essere riqualificate e senza sottovalutare che un parco tematico a Napoli potrebbe diventare un grande attrattore turistico, come accade nelle grandi città europee”.

“Attrarre investimenti – conclude il segretario – questo dovrebbe essere uno dei segreti per il rilancio economico di Napoli ed invece si continua con un gioco al massacro teso a distruggere Napoli. Come sindacato chiediamo più attenzione ed interesse alla nostra città e tutela del lavoro, vera linfa della società”.

One thought on “Edenlandia. Villa si ritira. La Cgil chiede il rilancio dell’area ovest

  1. Ma come si fanno ad attrarre investimenti se il degrado, il malcostume, l’arroganza di alcuni operatori, anche per l’assenza totale di tutori dell’ordine nella zona, rendono il quartiere di Bagnoli invivibile. Per averne la prova certa basta passare per Piazza Bagnoli in un pomeriggio di un giorno festivo o peggio di sabato sera, intorno, a mezzanotte! Proprio mentre scrivo si sta formando in piazza un mega ingorgo, probabile replica di quello che 25 Aprile, causato dalle auto parcheggiate a cavallo dei marciapiedi delle aiuole spartitraffico che impediscono, forse all’unico R7 in circolazione, di svoltare per il Dazio. Morale della favola sia l’R7 che il C1 vengono deviate dall’ANM a Cavalleggeri e Bagnoli è tagliata fuori. Ma cosa importa, l’importante e che gli avventori dei locali della zona possano arrivare, semmai parcheggiando in maniera selvaggia, tanto i vigili non ci sono, essendo tutti impegnati a presidiare la magnifica ZTL! Se fino a qualche giorno fa si poteva dare la colpa del traffico ai frequentatori del Pontile ma adesso è chiuso, pertanto per esclusione la causa non può essere che una. Comunque il lato positivo e che ascoltiamo gratis del rumore, che qualcuno chiama musica, per tutta la notte del sabato ed il pomeriggio della domenica fino a tardi. Purtroppo negli anni scorsi si sono volute privilegiare solo alcune attività, credendole catalizzatrici di sviluppo economico per il quartiere, ma così non è stato. Adesso ci resta il traffico e la musica, mentre il commercio del quartiere muore! Ma è possibile trovare qualcosa che in questa città sia “normalmente” lecita?

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