Le buche di Napoli fanno arrivare i carabinieri da De Magistris

protesta buche de magistrisL’accusa è attentato alla sicurezza stradale

Napoli, 4 maggio – Attentato alla sicurezza stradale e omissione di atti d’ufficio. Sono i reati contestati al Sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e l’assessore comunale alla Viabilità, Anna Donati, relativi all’inchiesta sui danni indotti dalle numerose buche sulle strade di Napoli.

Il Sindaco e l’assessore, dovranno rispondere all’accusa presentata dal Pm Stefania Buda e dal Procuratore aggiunto Francesco Greco, che hanno emesso i provvedimenti notificati ieri mattina dai carabinieri, invitandoli a rispondere in Procura per fornire la loro versione dei fatti.

Le buche di Napoli, anzi, le voragini di Napoli, che rappresentano un vero pericolo per l’incolumità degli automobilisti ed in special modo dei centauri, hanno indignato il popolo napoletano al punto di inscenare la macchietta del funerale, esprimendo commiato per il caro estinto e protestare per la “mala manutenzione”.

A Chiaia i cittadini non ne hanno potuto più di ritrovarsi con quella buca che, nonostante i ripetuti interventi, si ripresenta come uscita dal cappello del cappellaio matto. Nello stesso giorno in cui De Magistris ha ricevuto la notifica dai carabinieri, accusato di essere “l’uomo nero” delle buche, a Chiaia sono apparse due lapidi, in polistirolo, davanti quella maledetta buca. “Qui giace il Comune di Napoli e le speranze di tutti i cittadini” si legge sull’epitaffio al fianco della tomba simbolica, commemorata anche da alcuni studenti che hanno apposto dei mazzi di fiori e qualche cero.

Il sindaco del capoluogo campano, proprio non ci sta a queste accuse e incomincia da subito a fare l’avvocato di se stesso su facebook, postando un lungo commento, dove esprime innanzi tutto stupore per la notifica recapitatagli e non resiste alla tentazione di sgravarsi dalle responsabilità individuandole altrove. In fondo, i napoletani, sanno che per ogni suo fallimento la colpa è di qualcun altro, o almeno a detta di De Magistris. Il sindaco sostiene anche di volersi autodenunciare, ma il senso era evidentemente ironico e i cittadini stufi delle chiacchiere, difficilmente gli avrebbero creduto.

Ecco l’interpretazione dei fatti sul profilo Facebook del sindaco:

“Questa mattina, quando mi hanno notificato l’informazione di garanzia, con un contestuale invito a rendere interrogatorio davanti al pm, la prima reazione è stata quella della sorpresa: chiamare un sindaco come indagato per le buche mi sembrava e mi sembra un fatto inverosimile. Ho letto l’atto ed, ovviamente, mi difenderò in sede giudiziaria, avendo piena fiducia nella magistratura. L’ho fatto anche in passato, nel corso della mia attività di pm, durante la quale ho ricevuto 60-70 procedimenti di varia natura, per aver fatto solo il mio dovere, rispetto a cui mi sono sempre difeso e da cui sono sempre uscito vincitore. Accanto alla difesa in sede giudiziaria che condurrò, voglio però rispondere pubblicamente e da subito: è infatti, un mio dovere primario parlare alla città e ai cittadini. Accanto allo stupore, questa mattina, ho provato anche rabbia. Un sindaco senza risorse, a cui hanno consegnato un ente in dissesto finanziario, strozzato dai tagli statali e regionali, soffocato dal patto di stabilità e dalla spending review, costretto ad aderire ad un piano di predissesto per evitare il collasso e il crac finanziario dell’ente e dell’intera economia cittadina, cosa avrebbe dovuto fare? Questa amministrazione ha investito tutte le poche risorse disponibili nella manutenzione del manto stradale e nel trasporto pubblico, sempre di più lo faremo perchécrediamo in questa missione che è il governare, anche il governare in condizioni drammatiche, senza soldi e senza aiuti, ma con la sola forza del convincimento e della passione, nell’interesse dei beni comuni e del pubblico. Tenendo conto del quadro finanziario in cui operiamo, voglio però chiarire che è mia intenzione, a questo punto, autodenunciarmi: il problema delle buche oggetto dell’indagine, infatti, domani potrà riguardare anche il sistema fognario, le scuole e tutti i servizi cittadini. Ecco, mi autodenuncerò preventivamente, magari anche di un possibile futuro esproprio di una banca, a cui ci costringeranno per poter continuare ad amministrare garantendo ai cittadini i loro diritti. Forse mi autodenuncerò anche per l’aria che respiro poiché, per sopravvivere al duro lavoro, probabilmente ne ho respirata in eccesso”.

FOTO: tratta da ANSA

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