Il pomodorino del Vesuvio è DOP

PomodorinoIl “pomodorino del Piennolo” del Vesuvio è assurto, ancora una volta, agli onori della cronaca per aver conquistato il marchio DOP (denominazione di origine protetta, ndr).  Il Consorzio nato per la sua tutela (in data 10/04/13 con decreto pubblicato sulla G.U. del 26/04/13) punta sulla messa a regime di controllo di almeno il 50% della produzione vesuviana, che vanta uno sbocco di mercato anche all’estero.

Il Presidente del Consorzio di Tutela, Giovanni Marino, si augura, e noi con lui, di  “Recuperare all’agricoltura le tante, troppe terre abbandonate su questo nostro Vesuvio, Parco nazionale dal 1995, per promuovere sviluppo, occupazione e sottrarre il territorio all’abbandono e al degrado”.

Per questo vogliamo proporvi una ricetta a base di pomodorini del Piennolo, alla maniera di Zia Moka, quando imparò a cucinare, in un’epoca in cui i dinosauri erano scomparsi da poco.

Calcolate la media di dieci pomodorini a commensale e, dopo averli accuratamente lavati, tagliateli in quattro parti, mentre l’aglio sfrigola in padella, possibilmente con dell’olio di oliva extravergine, salate con sale grosso, magari del tipo iodato tanto per non avere litigi con la pressione alta, coprite per dieci minuti, poi togliete il coperchio e bagnate con una presa di brandy, che serve a mitigare il sapore di terra, peculiarità di questo prodotto e dà certamente una spinta olfattiva in più. Lasciate sfumare per 60 secondi e spegnete.

Mentre la pentola dove cuocerete la pasta – vi suggeriamo lo spaghetto n. 5, ma sappiamo che anche il Bucatino è adatto con questo sugo –  sarà arrivata a bollore, rispettando i tempi di cottura indicati, per chi ama la cottura al dente, vi consigliamo di aggiungere una spolverata leggera di peperoncino macinato. In mancanza del peperoncino vi suggeriamo un filo di olio aromatizzato grazie alla macerazione del “pistillo”, nome dialettale per indicare questa bacca piccante, saporita e dalle ottime proprietà curative (da sempre, il peperoncino rosso è indicato come uno dei migliori pulitori di arterie presenti in natura).

Il Sommelier consiglia un Bianco evoluto come il Villa Margon della Famiglia Lunelli, nella fattispecie uno Chardonnay del 2008, vino di grande sapidità, ottenuto da un vigneto situato sui colli dove è ubicata la suddetta villa di proprietà della famiglia Lunelli.

Un vino che si presenta di colore bianco dorato, cristallino e di buona consistenza, complesso, intenso al naso, secco e  morbido e con una buona freschezza dovuta anche al gusto di frutta esotica matura a cui i palati più fini sapranno associare quello della pietra focaia e della cenere. Da servire a 10-12 °, e Guten Appetit.


 

 

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